Le proteine tossiche presenti nell’inquinamento atmosferico delle città sarebbe in grado di provocare gravi problemi al cervello. Vediamo di capire perché.

Tutti sappiamo che le grandi città sono sinonimo di smog ed inquinamento. Oltre ad essere un problema per l’ambiente, queste sostanza inquinanti, favoriscono la comparsa di patologie legate al cervello. Certo il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus ha ridotto l’inquinamento dell’aria, con un calo delle emissioni italiane quasi del 28%. È anche vero però che, in paesi come la Cina, si sta già verificando un effetto di ritorno che vede un uovo innalzamento dello smog, provocato dall’alto regime di produzione delle industrie. La qualità dell’aria è un tema molto importante e assume un profilo ancora più alto dal momento che è prioritario per la salute. Infatti vivere in un ambiente salubre e pulito è fondamentale, soprattutto se ci si vuole proteggere dalla patologie provocate dall’eccessiva presenza di smog. Vediamo quindi di capire quali implicazioni può avere l’esposizione allo smog.

Smog e malattie: gli studi degli esperti

A sottolineare i rapporto tra smog e malattie sono due importanti studi, tra cui uno condotto dall’Università di Stoccolma. L’aspetto fondamentale della ricerca è l’individuazione di un legame diretto tra patologie e inquinamento.

Infatti secondo i risultati sono emersi molti effetti dannosi per la salute. In primo luogo si è registrato un aumento del 50% del rischio di demenza, dovuto all’aumento della concentrazione di pm10 nell’aria. Inoltre si è notato come all’aumentare delle quantità di smog, aumenti anche l’incidenza della patologia.

Smog e inquinamento
Smog e inquinamento

Va anche notato che l’effetto dell’inquinamento sulle capacità cognitive è mediato dagli effetti vascolari. Questo significa che circa la metà dei casi di demenza da inquinamento è dovuta ad un ictus.

Perciò si può tranquillamente affermare che smog e sostanze inquinanti sono neurotossiche e danneggiano il cervello, ma lo fanno ad un ritmo molto veloce.

Questo vale anche per i più giovani, nei quali si sono registrati danni cerebrali, declino cognitivo precoce e neuro-degenerazione, che comprende malattie come l’Alzheimer.

Come lo smog colpisce il cervello

Le minuscole particelle che compongono le nubi di smog presenti nelle città, le cosiddette pm10, sono in grado di penetrare nell’organismo e provocare diversi danni. Queste molecole possono essere inalate e farsi strada in profondità, fino ai polmoni e al sangue.

Nemmeno il cervello è in grado di proteggersi, in particolare dalle molecole più piccole, che riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica, modificandone anche il funzionamento.

Come se non bastasse lo smog riesce ad entrare nell’organismo, e a raggiungere il cervello, anche tramite il naso e il bulbo olfattivo. Quindi una così alta esposizione agenti inquinanti può provocare un maggiore e più rapido deterioramento cognitivo e declino delle funzioni cognitive.

Tra le varie ipotesi teorizzate dagli esperti, uno degli effetti considerato è la componente di danno vascolare, che spesso accompagna e favorisce la neuro-degenerazione.

Le conclusioni dello studio

I risultati evidenziati dagli studi sulle conseguenze dell’esposizione allo smog per il cervello hanno sollevato diverse questioni. Una delle più importanti è legata ai limiti imposti per legge e quanto questi riescano a proteggere la salute delle persone.

Infatti ad oggi circa 9 cittadini su 10 sono esposti a concentrazioni di agenti inquinanti e smog superiori ai valori stabiliti. È quindi lecito pensare che la pessima qualità dell’aria, oltre a causare cancro, malattie polmonari e cardiache, aumenti l’incidenza della demenza. Perciò è necessario considerare lo smog come un vero e proprio fattore di rischio per tutte le malattie neuro-degenerative.


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