Benessere

Pemfigo volgare, guai a scambiarla per stomatite: sintomi e cura

Il Pemfigo volgare può essere facilmente scambiato con la stomatite: vediamo quali sono le cause, i sintomi e la cura.

Il pemfigo volgare è una malattia grave che un tempo era anche mortale. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, consente di vivere in modo abbastanza normale, con una cura che contrasta la riacutizzazione della patologia. Vediamo quali sono le cause, i sintomi e il trattamento.

Pemfigo volgare: significato, cause e sintomi

Malattia autoimmune grave che colpisce la pelle, il pemfigo volgare può manifestarsi a qualunque età, ma è più comune tra i 40 e i 50 anni. Essendo una patologia autoimmune, gli anticorpi vanno ad attaccare per errore la cute sana, generando bolle ed erosioni parecchio visibili. E’ bene sottolineare fin da subito che non è contagiosa o trasmissibile. Al momento, non sono stati ancora individuati fattori di rischio particolari, ma tutti sono concordi nel sottolineare l’importanza della predisposizione genetica.

Per quanto riguarda i sintomi, il pemfigo volgare è una malattia subdola. In un primo momento, infatti, si manifesta soprattutto nella bocca, con erosioni dolorose su gengive, palato e superficie interna delle guance. In alcuni casi, invece, esordisce sulla mucosa congiuntivale o genitale. Le bolle iniziano a comparire sull’epidermide a distanza di settimane, se non mesi, dalla prima manifestazione.

Queste sono facilmente riconoscibili perché sono fragili e si rompono facilmente. Le zone più colpite sono: ascelle, inguine, regione anogenitale e periombelicale. Oltre alle eruzioni cutanee, i pazienti lamentano stanchezza cronica.

Pemfigo: diagnosi e cura

La diagnosi di pemfigo volgare è data soprattutto dall’osservazione clinica del paziente. Poi si possono prescrivere determinati esami, come: immunofluorescenza diretta o indiretta, metodica del Western blot e biopsia. Fortunatamente, con l’avvento dei farmaci cortisonici e degli immunosoppressori, anche se resta una malattia grave non è più mortale. La cura, quindi, prevede l’assunzione per bocca o in via endovenosa di medicinali di questo tipo.

Fabrizia Volponi

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