Chirurgia al seno? Non sempre è questione di protesi: il lipofilling e le differenze con la mastoplastica

Chirurgia al seno? Non sempre è questione di protesi: il lipofilling e le differenze con la mastoplastica

Troppo spesso si tende a pensare agli interventi di chirurgia estetica come a piccoli capricci che spingono una persona a cercare la perfezione e a curare ogni minimo inestetismo fisico.

Alcune volte però, questi interventi vanno a risolvere delle situazioni a dir poco complicate, andando a migliorare l’aspetto di zone particolarmente delicate e personali che possono essere anche fonte di insicurezza. 
Qualunque sia il motivo che spinge una persona a ricorrere all’intervento di un chirurgo, va detto che spesso, a seconda dei casi, esistono soluzioni di diversa entità in grado di migliorare il proprio aspetto estetico. Questo è ad esempio il caso del seno femminile: molte donne credono che si possa intervenire solo con l’impianto di protesi, invece la chirurgia estetica moderna propone anche altre tecniche tanto innovative, quanto efficaci.

Stiamo parlando del lipofilling, argomento che andremo ad approfondire così da cogliere le differenze con la tradizionale mastoplastica additiva. 

Lipofilling: la soluzione naturale senza protesi

Ridurre i disturbi al paziente e l’invasività dell’intervento è uno degli obiettivi principali di un bravo chirurgo. L’intervento di lipofilling risponde proprio a quest’esigenza, visto che si tratta di una procedura micro-invasiva eseguito in day hospital che presenta anche un semplice decorso post-operatorio. 

Questa tecnica si basa sull’infiltrazione di grasso autologo (ossia cellule adipose presenti nel paziente stesso) prelevato da aree del corpo ben definite, così da ottenere l’effetto di una sorta di molteplici micro mastoplastiche additive, senza però utilizzare impianti in silicone. Questo tipo di intervento permette anche di eseguire la correzione di un’asimmetria mammaria migliorandone la forma o, ancora, di ridurre quei difetti estetici che possono presentarsi dopo un intervento di ricostruzione del seno o dovuti a deformità congenite, come nel caso del seno tuberoso. 

Come si sarà intuito da questa prima descrizione, il lipofilling è particolarmente indicato per quelle pazienti che non vogliono procedere ad un impianto tradizionale e desiderano solo un leggero aumento di volume e un miglioramento della forma e dell’aspetto. Fondamentale in ogni caso è informarsi sull’intervento e dialogare con il chirurgo che eseguirà l’operazione, per questo motivo potrebbero essere necessari degli incontri pre-operatori, come propone ad esempio il Dott. Fabio Quercioli, medico esperto nel lipofilling del seno e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva all’Università degli Studi di Firenze.

L’intervento ha una durata che va dai 30 minuti alle due ore e varia a seconda dei casi e alla quantità e qualità del grasso della paziente, in ogni caso è eseguito in anestesia locale senza lasciare cicatrici visibili grazie all’uso delle microcannule. Altro vantaggio di questa tecnica la drastica riduzione dei rischi di allergia o rigetto, questo perché viene impiantato solo grasso autologo e, dunque, già presente nel corpo.

Lipofilling
Lipofilling

Anomalie mammarie e ricostruzione post mastectomia: il lipofilling come soluzione

Alcune indagini hanno purtroppo constatato che sono sempre più frequenti i casi di pazienti con anomalie mammarie: su un campione di 1.600 donne esaminate tra il 2009 e il 2014 sono stati rilevati ben 604 casi di mammelle stenotiche, ossia con forma stretta. Questa conformazione può esser fonte di disagio per il soggetto, spesso colpito dal disturbo anche in giovane età. In questi casi uno degli interventi più indicati è proprio il lipofilling, che può essere la soluzione perfetta per rimodulare forma e dimensioni del seno. 

Altri casi molto delicati da trattare sono quelli conseguenti alla mastectomia e alla ricostruzione mammaria, normalmente eseguita dopo l’asportazione di un tumore. Il lipofilling è infatti indicato per donare un aspetto più naturale alla mammella ricostruita, migliorandone forma e simmetria. Al contempo, grazie alla presenza nei tessuti adiposi iniettati di numerose cellule staminali si hanno diversi effetti positivi sulla qualità e sull’aspetto dei tessuti. 

Lipofilling: crescita del 20% tra ritocchi al seno e al viso

Il lipofilling è dunque una tecnica dai diversi vantaggi, sia sul piano estetico che su quello medico. Questo tipo di operazioni ha così conosciuto un forte sviluppo in Italia, vedendo aumentare notevolmente il numero di interventi eseguiti. 

Gli ultimi dati risalgono al 2014 e forse sono ancora più eloquenti se si considera il fatto che negli ultimi anni questa tecnica è stata ancora più affinata e perfezionata. Con 28.500 interventi si era registrata una crescita del 20%, percentuale che ha reso il lipofilling il quarto intervento più praticato dopo liposuzione, mastoplastica e blefaroplastica. 

Questa stessa procedura può inoltre essere eseguita in altre aree del corpo, tra cui il viso: in questo caso le iniezioni di adipe permettono di eliminare sia le rughe che altri difetti estetici, come i segni lasciati dall’acne. Ottimi risultati vengono conseguiti anche nei ritocchi alle labbra, permettendo di avere forme ringiovanite e più morbide in tutti quei casi di labbra sottoli o svuotate. 

Concludendo possiamo dire che oggi la medicina estetica è in costante evoluzione e propone tecniche chirurgiche sempre più avanzate e, al contempo, meno invasive, come nel caso del lipofilling. 


ultimo aggiornamento: 16-10-2019