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Sommario articolo
L’asma è una patologia che sembra avere sempre più diffusione nel mondo occidentale. Che sia a causa dell’inquinamento o di una maggior esposizione agli allergeni, sono sempre di più i bambini asmatici. Un aiuto può arrivare dalla vitamina D, elemento fondamentale per il nostro organismo: diversi studi, infatti, hanno verificato come un’integrazione di questa vitamina possa alleviare i sintomi dell’asma e ridurre il numero degli attacchi. Di recente, i ricercatori hanno cercato di capire se la vitamina D assunta dai neonati possa ridurre il rischio di diventare asmatici.
Sappiamo già che la vitamina D ha un enorme impatto sulla nostra salute: aumenta le difese immunitarie e migliora l’assorbimento del calcio, necessario per il rafforzamento delle ossa. Inoltre ha effetti importanti anche su una delle patologie respiratorie più frequenti, l’asma.
Uno studio pubblicato su JAMA ha verificato come l’assunzione di questa vitamina nei primi mesi di vita dei neonati possa diminuire il rischio di contrarre l’asma. La ricerca ha avuto ad oggetto 300 bambini afroamericani nati pretermine (tra le 28 e le 36 settimane di gravidanza). È questa infatti la popolazione a maggior rischio di soffrire di asma.
Ad un primo gruppo di neonati la vitamina D è stata integrata solamente mediante una corretta alimentazione, mentre ad un secondo gruppo è stata aggiunta una supplementazione di 600 UI giornaliera. I risultati, dopo 12 mesi, hanno dimostrato una minor ricorrenza di “wheezing”, il respiro sibilante tipico di soggetti affetti d’asma, nei neonati con un’integrazione maggiore di vitamina D.
Lo studio di cui sopra ha analizzato uno dei sintomi che spesso precede l’insorgenza di attacchi d’asma. Il neonato che manifesta il “wheezing” ha un maggior rischio, in età infantile, di diventare un soggetto asmatico. Per questo motivo il risultato della ricerca sembra essere particolarmente rilevante.
Il fatto che i neonati sottoposti ad una supplementazione di vitamina D oltre a quella prevista dalla dieta abbiano avuto con minore frequenza il respiro sibilante può essere correlato ad una diminuzione del rischio di soffrire d’asma in età infantile e adulta.
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