ecografia tiroide
Sommario articolo
Quando si parla di tiroidite di Hashimoto o tiroidite autoimmune, si intende un problema alla tiroide causato da un malfunzionamento del sistema immunitario. Principale causa dell’ipotiroidismo, questa tiroidite cronica comporta tutta una serie di problematiche che necessitano di cure. Per questo motivo è molto importante riconoscerla fin dai primi sintomi.
La tiroidite cronica autoimmune, si manifesta con sintomi ben precisi.
Tra questi i più noti sono:
– Ingrossamento della ghiandola
– Stanchezza eccessiva
– Aumento di peso
– Stitichezza
– Battito cardiaco rallentato
– Capelli secchi
– Estremo pallore
– Scarsa tolleranza al freddo
– Dolori muscolari o articolari
– Depressione
– Scarsa concentrazione
Quanto alle cause, sebbene esista una familiarità in chi ne soffre, non si è ancora capito cosa la provochi.
Il pensiero comune in ambito scientifico è che la sua comparsa sia dovuta a tutta una serie di fattori che vanno da quelli genetici a quelli ambientali. Inoltre, sembra che la troppa assunzione di iodio o la presenza di altre malattie autoimmuni possa favorirne la comparsa.
Nella maggior parte dei casi la diagnosi per questa malattia della tiroide si ottiene dopo un esame obiettivo e un controllo del TSH e di altri ormoni ed esami strumentali come l’ecografia o la tac.
Una volta riscontrata la presenza della malattia o dell’ipotiroidismo di Hashimoto il medico valuterà le condizioni della ghiandola. Per la tiroide di Hashimoto, la cura varia infatti in base a diversi fattori.
In alcuni casi (quelli lievi e con pochi sintomi) il medico può infatti limitarsi alla semplice osservazione della malattia. In altri, invece, la scelta più comune è quella di prescrivere la tiroxina sintetica. Sebbene si tratti di una malattia dalla quale non è possibile guarire, l’assunzione dell’ormone aiuta a mantenere sotto controllo i sintomi.
Oltre ai farmaci e all’osservazione costante della malattia è importante curare anche l’alimentazione.
È quindi indispensabile ridurre il consumo di cibi ricchi di istamina (come cacao, pesci in scatola, affettati e funghi), solanacee, glutine e formaggi stagionati. In caso di malattia non curata sono da limitare anche i broccoli, i cavoli, i ravanelli, i cavolfiori e i cavoletti di Bruxelles. Al contrario sono consigliati avena e Omega 3.
Riguardo alla tiroidite di Hashimito, le conseguenze non sono gravi. Se non trattata, però, può portare ovviamente ad un peggioramento progressivo dei sintomi. Solo in casi davvero gravi, si può andare incontro a problemi cardiaci.
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