La tiroide è la più grande ghiandola endocrina presente all’interno del corpo umano.

Il suo nome deriva dal greco e vuol dire “simile ad uno scudo oblungo”. Essa è composta da due unità endocrine ben distinte; la funzione principale di questa ghiandola è la secrezione degli ormoni tiroidei, la maggior parte dei quali si lega a specifiche proteine mentre solo una piccola quantità viaggia direttamente nel sangue. L’attività svolta rende la tiroide particolarmente importante per numerose funzioni biologico, a cominciare dall’equilibrio ormonale; ragion per cui, è fondamentale che il funzionamento dei meccanismi di secrezione non presenti anomalie. Purtroppo, la tiroide è spesso soggetta a disturbi (collegati ad una qualche alterazione del normale funzionamento della ghiandola) che possono avere effetti più o meno significativi sulla salute dell’individuo. In questo articolo vediamo quali sono, quali conseguenze possono avere sull’organismo e come vengono individuati.

Donna con dolore alla tiroide

I principali disturbi della tiroide

I disturbi più significativi che possono affliggere la tiroide sono:

  • ipertiroidismo, ossia una produzione eccessiva degli ormoni tiroidei. Questa condizione provoca generalmente perdita di peso, insonnia, nervosismo, ansia, sbalzi d’umore e palpitazioni. L’ipertiroidismo è causato principalmente da una patologia denominata Malattia di Graves;
  • ipotiroidismo, vale a dire un funzionamento anomalo o insufficiente della ghiandola tiroidea. In tal caso, i sintomi sono: aumento del peso corporeo, disfunzioni metaboliche, stanchezza, stitichezza, perdita di capelli e rallentamento della frequenza cardiaca. La causa più frequente di questo tipo di condizione è una malattia autoimmune, la “tiroidite di Hashimoto”;
  • noduli; si tratta di tumefazioni che, in alcuni casi, possono avere natura cancerosa (non oltre il 5%, secondo l’Istituto Superiore di Sanità) ma sono delle semplici cisti. In presenza di più noduli, può svilupparsi un gozzo.

Per quanto concerne le patologie che possono riguardare la tiroide, riconducibili a problemi di carattere funzionale, le più frequenti sono: infiammazione (tiroidite), riconducibile alla malattia di Hashimoto ed altri disturbi, neoplasie (formazioni tumorali, per lo più benigne) e carenza di iodio, alle quali si aggiungono patologie congenite e malattie tireo-gastriche, ossia una condizione nella quale problemi dell’apparato gastrointestinale sono collegati ad un disturbo della tiroide.

Strumenti di diagnosi

Molti disturbi della tiroide possono essere curati mediante apposita terapia farmacologica; ciò che conta, da questo punto di vista, è individuare in maniera precisa e tempestiva l’origine dei sintomi, così da poter approntare il trattamento migliore in base alle esigenze specifiche di ciascun cliente.

Il principale strumento diagnostico per individuare e valutare le patologie del sistema endocrino e le disfunzioni della tiroide è la visita endocrinologica. Si tratta di un consulto medico, effettuato da uno specialista (l’endocrinologo); questa prestazione può essere erogata da una struttura del Servizio Sanitario Nazionale, dietro prescrizione del medico curante. In alternativa, il paziente si può rivolgere ad un ambulatorio privato, prenotando la visita direttamente tramite il portale del laboratorio, come ad esempio ionoforetica.it. In tal caso, l’impegnativa potrebbe non essere necessaria ma comunque consigliabile.

All’atto pratico, la visita endocrinologica è breve, indolore e non invasiva. Dopo aver effettuato l’anamnesi, il medico procede alla palpazione dell’area in cui si trova la tiroide (non visibile ma palpabile) e può chiedere al paziente di deglutire. In tal modo, l’endocrinologo può individuare la presenza di eventuali masse anomale e valutare la dimensione della ghiandola. La visita include anche l’esame e l’individuazione di altri sintomi ‘secondari’, come ad esempio l’aumento di peso, la perdita di capelli o altre manifestazioni di possibili disfunzioni tiroidee. All’esame endocrinologico possono far seguito altri accertamenti, come ad esempio gli esami del sangue o i test di funzionalità della tiroide; in alcuni casi, il medico specialista può disporre anche l’esecuzione di un’ecografia alla tiroide.


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