Una donna che si sottopone ad un trattamento di fecondazione assistita è sempre dominata da una serie di emozioni contrastanti tra di loro.

Una donna che si sottopone ad un trattamento di fecondazione assistita è sempre dominata da una serie di emozioni contrastanti tra di loro: emozioni e sensazioni che si sommano al periodo di forte stress psicofisico che probabilmente avrà vissuto durante il percorso dalla fase di accettazione di uno stato di infertilità fino al transfer vero e proprio.

In genere, quando una donna si sottopone ad un trattamento di fecondazione assistita, ripone in esso tutte le sue speranze, le sue illusioni, ma anche le speranze e le illusioni del partner, con il quale vive intensamente gli attimi precedenti al transfer ed anche quelli successivi nella speranza di poter finalmente stringere tra le mani il trofeo della vittoria, un test di gravidanza positivo.

Un positivo è sempre un trofeo di vittoria, per una donna che si sottopone alla fecondazione assistita: perché quella verso la gravidanza è, in questi casi, una vera e propria corsa contro il tempo, una guerra contro l’impossibilità di rimanere incinta in modo naturale, ed anche un modo per sdoganare il dolore dell’impotenza di procreare naturalmente.

Quando effettuare il test di gravidanza

test gravidanza
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/incinta-test-di-gravidanza-bambino-2277768/

Tuttavia, proprio per via delle emozioni molto forti che una donna vive nel periodo del transfer ed anche in quello immediatamente successivo, in genere i medici consigliano alla donna di non sottoporsi al test di gravidanza in anticipo rispetto ai tempi da loro indicati, che indicativamente cadono al 15° giorno del transfer.

Infatti, successivamente a questo trattamento, devono trascorrere diversi giorni prima di sapere se esso ha riscosso successo, e la fase successiva al transfer (che coincide con il giorno in cui l’embrione viene inserito nella cavità uterina per mezzo di una cannula di piccole dimensioni) è una fase sicuramente molto delicata.

Infatti, dopo che l’embrione è stato correttamente inserito, bisognerà necessariamente attendere che la natura faccia il suo corso: in natura, dal momento in cui avviene il concepimento (che coincide con il rapporto sessuale in cui ovulo e spermatozoo si incontrano dando vita alla cellula da cui avrà inizio la gravidanza) occorre attendere 14 giorni prima di effettuare un test di gravidanza, che in genere viene eseguito subito dopo il ritardo del flusso mestruale. In questi 14 giorni, se il concepimento è avvenuto, avviene un processo naturale molto importante ed anche parecchio delicato attraverso cui l’embrione si impianta (attecchisce) ed avviene il suo sviluppo.

L’impianto dell’embrione avviene intorno al 6° giorno successivo al transfer, o al più tardi intorno all’8° giorno da quel momento. Pertanto, la tempistica ottimale per sottoporsi ad un test di gravidanza è chiaramente quella che rispetta anche i tempi naturali di attecchimento dell’embrione, tenendo anche conto che qualora si anticipassero i tempi, ci sarebbe la possibilità non troppo remota di avere un risultato falsato del test.

Anche per questo motivo, in genere lo staff che si occupa della fecondazione assistita, consiglia alla donna di non sottoporsi ad un test di gravidanza prima di due settimane dopo il trattamento, ed in ogni caso di tenere impegnata la mente nei giorni successivi al transfer, per evitare di essere sommersa da fantasie (un esempio è dato dalla ricerca spasmodica ed incontrollata dei sintomi) e quindi di stressarsi troppo in un momento molto delicato, in cui invece rilassarsi è d’obbligo.

Perché è meglio sottoporsi alle analisi del sangue

Oltretutto, in linea di massima non si consiglia alla donna di sottoporsi ad un test di gravidanza ma si consiglia di fare direttamente le analisi, andando quindi a ricercare i valori delle beta hCG nel sangue: andare alla ricerca di questo valore è molto più efficace, prima di tutto perché un test di gravidanza, per quanto affidabile e preciso, potrebbe dare dei falsi negativi (sia perché viene effettuato troppo presto, sia perché potrebbe non rilevare la quantità giusta di beta hCG nelle urine), e poi perché solo attraverso il valore delle beta nel sangue possiamo essere certi che l’attecchimento sia avvenuto correttamente.

Infatti, in alcuni casi si potrebbe avere un test di gravidanza positivo, ma essere di fronte ad una gravidanza biochimica, che sta ad indicare che l’embrione ha attecchito ma non ha continuato il suo sviluppo: in questi casi, il valore delle beta sarebbe sicuramente inferiore a 100, e sottoponendosi direttamente alle analisi del sangue si evita anche uno stress eccessivo perché, anche qualora il test sia positivo, ci sarebbe sempre il timore che si possa trattare di una gravidanza biochimica.

Pertanto, dopo un trattamento di fecondazione assistita ci si sottopone in genere alle analisi del sangue, alla ricerca del valore beta hCG, 14 giorni dopo il transfer. Se il valore delle beta è superiore a 100, significa che si è in dolce attesa!

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