Che cos'è la sindrome di Kawasaki: cause, sintomi e terapia

Che cos’è la sindrome di Kawasaki e come si manifesta

Il termine medico sindrome di Kawasaki identifica una patologia dei vasi sanguigni piuttosto rara: ecco i sintomi, le cause e le cure.

La sindrome di Kawasaki, per definizione medica, è una rara vasculite infantile autoimmune. Questa malattia colpisce prevalentemente i lattanti e i bambini di età inferiore ai 5 anni, e consiste nell’infiammazione dei vasi sanguigni, principalmente delle arterie coronariche. I sintomi sono simili a quelli di molte altre comuni patologie infantili, ed è per questo che la diagnosi arriva spesso in ritardo.

Sindrome di Kawasaki: cause e sintomi

Non sono ancora note le cause che portano all’insorgenza della patologia. L’ipotesi attualmente considerata più attendibile, riguarda la possibilità che la vasculite sia innescata da un’infezione esterna. Inoltre, alcuni studiosi ritengono che possa esserci una predisposizione genetica alla malattia.

La sindrome di Kawasaki si sviluppa in più fasi, ciascuna delle quali caratterizzata da particolari sintomi.

• In un primo momento, si manifesta con febbre alta (40°C) resistente ad antibiotico e antipiretico, della durata superiore ai 5 giorni, congiuntivite, ingrossamento dei linfonodi, lesioni della mucosa orale, edema delle mani e dei piedi, manifestazioni cutanee simili a quelle del morbillo e della scarlattina.
• La seconda fase è caratterizzata da sintomi quali dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, stanchezza, mal di testa, dolori articolari e desquamazione delle dita delle mani e dei piedi. È questo il momento più delicato, in cui spesso insorgono complicazioni. La sindrome di Kawasaki può portare danni al cuore (infiammazione cardiaca, miocardite, pericardite, trombosi, infarto) nel 5-10% dei casi.

Sindrome di Kawasaki
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/termometro-febbre-febbre-malattia-3798294/

Le cure per la sindrome di Kawasaki

Come visto, la severità dei sintomi e delle complicazioni di questa malattia richiede un trattamento tempestivo. Non sempre è facile diagnosticare la sindrome di Kawasaki, per questo motivo bisogna prestare particolare attenzione ad ogni più piccolo sintomo.

La terapia prevede la somministrazione di immunoglobuline per ridurre il rischio di complicazioni cardiache e l’uso di aspirina per fluidificare il sangue. È questo uno dei rarissimi casi in cui i medici consigliano l’assunzione di aspirina in età pediatrica, altrimenti assolutamente pericolosa per la salute.

Dalla sindrome di Kawasaki si guarisce nella maggior parte dei casi, soprattutto se trattata per tempo. Alcuni pazienti hanno avuto una ricaduta entro il secondo anno dall’esordio della malattia. Nel caso di complicazioni cardiovascolari, è importante eseguire controlli periodici per verificare lo stato di salute del cuore.

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ultimo aggiornamento: 27-06-2019