Quando la defecazione è dolorosa, è possibile che si sia formata una ragade anale: ecco come si manifesta e quali sono i rimedi.

Provare un intenso dolore durante l’atto della defecazione può essere sintomo della presenza di una ragade anale. Si tratta di una fissurazione lineare, ovvero di un piccolo taglio a livello dell’orifizio anale. Le ragadi possono colpire l’epidermide nelle zone più delicate del corpo, ma spesso coinvolgono le mucose, come nel caso appunto della regione anale. Come risolvere questo doloroso problema?

Ragadi anali: cosa sono e cause

La ragade anale è una lesione della mucosa dell’ano, che si forma a causa di un’eccessiva dilatazione durante il passaggio delle feci. Essendo questa zona particolarmente ricca di terminazioni nervose, le ragadi anali sono piuttosto dolorose.

La causa principale della ragade anale è la stitichezza. Chi soffre di questo problema, evacua con una minor frequenza rispetto alla norma, e di conseguenza produce feci particolarmente dure e voluminose. Durante il loro passaggio, possono provocare delle piccole ulcerazioni molto dolorose.

Anche la diarrea può però essere causa della presenza di ragadi. Se la peristalsi intestinale è particolarmente veloce, diverse sostanze che percorrono il tratto finale dell’intestino non vengono riassorbite. Queste sostanze conferiscono alle feci un pH alcalino che può danneggiare la mucosa anale.

Sintomi delle ragadi anali

Emorroidi
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Il principale sintomo con cui si manifestano le lacerazioni dell’ano è l’intenso dolore provato durante l’espulsione delle feci. A volte, la defecazione è accompagnata da una piccola perdita di sangue, causata dalla riapertura della ragade con il passaggio delle feci. Al termine dell’evacuazione si possono presentare anche un intenso bruciore e prurito.

Il dolore provocato dalle ragadi anali è suddiviso in tre fasi. Durante la defecazione si provano delle fitte particolarmente dolorose. Subito dopo l’evacuazione, il sintomo si allevia e sembra scomparire del tutto per qualche minuto. La terza fase consiste nella riacutizzazione del dolore, che può perdurare anche per diverse ore.

Rimedi per le ragadi anali

La terapia per le ragadi anali prevede spesso l’utilizzo di creme che aiutino ad alleviare il dolore. Se il problema è particolarmente grave, il medico consiglierà una crema anestetica per allentare lo sfintere anale e permettere l’evacuazione non dolorosa.

La fitoterapia ci viene in aiuto: la calendula e l’arnica sono consigliate per favorire la guarigione della lesione. Entrambe hanno proprietà cicatrizzanti, basta applicare la crema sulla lesione più volte al giorno. Tra i rimedi della nonna per le ragadi anali troviamo la tintura madre di calendula e di arnica. Spennella la fissurazione anale ogni volta che ne senti il bisogno.

Ragadi anali: alimentazione

Un ruolo fondamentale nella cura e nella prevenzione delle ragadi è quello dell’alimentazione. Visto che spesso sono causate dalla stitichezza, è importante adottare una dieta ricca di fibre, che richiamano acqua nell’intestino e ammorbidisce le feci.

Tra gli alimenti consigliati ci sono verdura e frutta in quantità, legumi, pane e riso integrale. Inoltre non bisogna dimenticare l’importanza dell’idratazione: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno aiuta a rendere più morbide le feci e riduce il rischio di ragadi anali.

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ultimo aggiornamento: 16-06-2019


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