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Sommario articolo
Oggi parliamo del linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico che comprende, quindi, i vasi linfatici, i linfonodi e organi come la milza, le tonsille e il timo. Da come possiamo dedurre, il sistema comprende molte parti dell’organismo motivo per cui questo tipo di linfoma può svilupparsi ovunque. La maggior parte delle volte, però, si sviluppa a partire dai linfonodi.
Entriamo nel dettaglio e scopriamo quali sono i sintomi e qual è la cura.
Stiamo parlando di un tumore raro che colpisce maggiormente le persone tra i 15 e i 35 anni. I sintomi possono essere differenti, talvolta anche molto comuni, motivo per cui bisognerebbe valutare bene i vari sintomi senza creare allarmismi.
La tosse, la debolezza perenne, problemi respiratori e prurito alla pelle potrebbero essere un campanello d’allarme per l’organismo. Insieme troviamo la febbre, sudorazione notturna, dimagrimento legato a nessun tipo di dieta particolare e gonfiore ai linfonodi del collo, dell’inguine o delle ascelle. Uno dei sintomi più diffusi è il dolore ai linfonodi dopo aver bevuto.
Per poter valutare se i sintomi facciano parte del Linfoma di Hodgkin, bisognerebbe consultare il medico che sarà in grado di diagnosticare il problema. Per poter avere una conferma bisogna effettuare una biopsia.
Essendo una malattia rara non sono ancora certe le motivazioni per cui il tumore si origini all’interno dell’organismo. Ci sono, però, dei soggetti più a rischio e che potrebbero, quindi, ammalarsi più facilmente. Tra questi troviamo coloro che hanno un sistema immunitario debole, chi ha delle infezioni come l’HIV o il virus di Epstein Barr, o precedenti familiari con linfoma di Hodgkin.
La cura del linfoma dipende da numerosi fattori tra cui l’età del paziente, lo stato di salute attuale, la dimensione del tumore, la zona in cui è collocato e, soprattutto, il tipo di linfoma. La cura, solitamente, prevede la chemioterapia, la radioterapia o un mix di più cure.
Prima veniva definito un tumore abbastanza pericoloso, ad oggi, però, è guaribile per oltre l’80% dei casi. Un esempio lo possiamo trovare in Simone Montedoro, l’attore italiano, al quale è stato diagnosticato il tumore nel 2004. Dopo varie cure, ne è uscito completamente tornando alla vita di tutti i giorni!
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