Fonte foto: https://www.pexels.com/photo/woman-wearing-pink-manicure-1330725/
Sommario articolo
La tiroide è una ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo e produce degli ormoni fondamentali per il funzionamento del nostro organismo. Sono proprio gli ormoni tiroidei a regolare il metabolismo basale e il battito cardiaco, ma anche a permettere il normale sviluppo del cervello dell’uomo. Insomma, se qualcosa non funziona a livello della tiroide, le conseguenze sono molto importanti. L’ipertiroidismo è una condizione patologica per cui la tiroide si trova a lavorare in maniera eccessiva, producendo una quantità troppo elevata di ormoni tiroidei. Scopriamo che cosa significa.
Quali sono le patologie che portano ad una iperfunzionalità della ghiandola tiroidea? La causa principale è il morbo di Graves-Basedow, una forma di ipertiroidismo autoimmune che provoca una sovrapproduzione di ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Anche il morbo di Plummer, ovvero la presenza di un nodulo tiroideo che stimola la produzione ormonale, è spesso causa di questa condizione.
Tra gli altri fattori scatenanti ricordiamo il gozzo multinodulare tossico (che si manifesta con numerosi noduli all’interno della tiroide), la tiroidite autoimmune (conosciuta anche con il nome di tiroidite di Hashimoto), l’iperproduzione di TSH, la presenza di un adenoma iperfunzionante e l’eccessiva assunzione di iodio.
Uno dei principali segnali di questa malattia riguarda il cambiamento del metabolismo. Chi ne soffre, spesso accusa un improvviso dimagrimento associato ad un aumento dell’appetito. Oltre alla perdita di peso ingiustificata, sono sintomi comuni la stanchezza, la tachicardia, la poliuria (eccessiva produzione di urina) e l’aumento della sudorazione.
A livello psichiatrico, sono frequenti disturbi quali nervosismo e irritabilità, stati d’ansia, iperattività, depressione, apatia, insonnia. In presenza di noduli, la tiroide si ingrossa e forma il cosiddetto gozzo. In alcuni casi, si verifica anche l’esoftalmo, ovvero la protrusione del bulbo oculare. Infine, in maniera minore possono presentarsi sintomi quali calo del desiderio, infertilità, eiaculazione precoce e irregolarità del ciclo mestruale.
Scegliere cosa portare a tavola è molto importante, se la tiroide non funziona a dovere. La dieta per l’ipertiroidismo prevede, in particolar modo, l’assunzione di vitamine, sali minerali e fibre, riducendo contemporaneamente l’apporto di grassi e di cibi calorici. Attenzione inoltre allo iodio, il cui consumo va moderato.
Tra gli alimenti particolarmente ricchi di iodio, che vanno quindi ridotti o eliminati, ci sono il sale da cucina, la frutta secca, il pesce azzurro, i molluschi, le uova, il latte vaccino e i mirtilli rossi. Infine, l’alcool e il fumo andrebbero evitati, perché possono peggiorare i sintomi dell’ipertiroidismo.
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