Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/piano-cottura-isola-cucina-1597026/
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Secondo l’EFSA, l’autorità europea della sicurezza alimentare, ben il 33% delle malattie alimentari deriva da una scarsa igiene in cucina. Escherichia coli, salmonella, campylobacter sono solo alcuni dei batteri dannosi per la nostra salute, e si annidano proprio in cucina e nel cibo che consumiamo. Per evitare pericolose infezioni, dobbiamo prestare attenzione a tenere puliti gli ambienti in cui cuciniamo e a conservare nel modo corretto gli alimenti. Ecco alcune regole importanti da seguire!
Abbiamo visto l’importanza dell’igiene in cucina: per avere un ambiente sicuro, bastano alcuni piccoli accorgimenti.
La pulizia è fondamentale, e ogni attrezzo che viene in contatto con il cibo deve essere lavato accuratamente – innanzitutto le stoviglie e gli utensili con cui prepariamo i nostri piatti. In particolare, ciò che viene utilizzato per lavorare la carne cruda, pericoloso ricettacolo di batteri.
Se utilizzi la lavastoviglie, ricorda di effettuare periodicamente un lavaggio a vuoto a temperature superiori ai 50°C. È infatti al suo interno che si annidano muffe e batteri, grazie all’ambiente caldo e umido. Anche il frigorifero dovrebbe essere sottoposto ad una corretta igiene, dal momento che è qui che i cibi vengono conservati.
Ma tenere pulita la cucina non è sufficiente per prevenire indesiderate infezioni alimentari. Ci sono alcune regole da seguire nella conservazione e nella preparazione degli alimenti. Prima cosa: conservare sempre i cibi separatamente, per evitare una contaminazione. Nel frigo optate per una pratica suddivisione, e ricordate di non mescolare mai cibi cotti e crudi.
Gli alimenti congelati (carne e pesce in primis) devono veder mantenuta inalterata la catena del freddo, a garanzia della nostra salute. Il processo di congelamento – o di abbattimento se parliamo di pesce – è necessario in caso si decida di consumare cibo crudo o al sangue.
La cottura infatti uccide la maggior parte dei batteri, purché si effettui nel modo giusto. Ciascun tipo di carne ha una temperatura minima di sicurezza, sotto la quale non è garantita la distruzione dei batteri. Qualche esempio? Per la carne di maiale sono sufficienti 63° C, mentre per il pollo (spesso ricettacolo del pericoloso campylobacter) bisogna arrivare almeno ai 74° C.
Un ultimo accorgimento riguarda la pulizia degli alimenti. Con frutta e verdura siamo abituati ad un lavaggio accurato sotto acqua corrente, ma lo stesso non vale per la carne, che non va mai lavata. In questo modo si rischia infatti di diffondere i batteri presenti sulla sua superficie, contaminando tutta la cucina.
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