Alimentazione

Frutta e verdura non sono sempre state come le conosciamo oggi: scopri com’erano nel passato

Il cibo come lo conosciamo oggi non è sempre stato così: frutta e verdura si sono modificate nel tempo, anche a causa dell’intervento umano. Scopriamo alcuni interessanti casi di evoluzione del cibo.

Così come accade per gli animali, anche gli organismi vegetali hanno la capacità di evolversi e modificarsi nel tempo. A differenza di quanto si potrebbe pensare, i vari frutti e le varie verdure che siamo abituati a vedere nelle nostre tavole, non sono sempre stati così.

In passato, e con passato si intende molti secoli fa, frutta e verdura erano ben diverse da come siamo abituati a vederle. Tuttavia, non tutte le modifiche sono state opera della natura. Infatti, molti di questi ortaggi e frutti sono stati modificati da agricoltori e studiosi allo scopo di renderli migliori.

Cosa si intende con migliori? Più resistenti ai parassiti, di dimensioni maggiori e con un sapore più gradevole. E, in alcuni casi, le differenze sono molto evidenti. Andiamo a scoprire alcuni casi lampanti di evoluzione del cibo.

La frutta del passato

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/banane-frutta-carboidrati-sweet-652497/

Vi siete mai chiesti che aspetto avessero alcuni tra i frutti più conosciuti qualche secolo fa? Grazie al sito lituano Bored Panda abbiamo la risposta. In particolare, conosciamo l’aspetto di banane, angurie e pesche.

La banana è un frutto antichissimo: alcuni ricercatori stimano che tale pianta risalga a più di dieci mila anni fa. Tuttavia, in passato le banane erano molto diverse da come le conosciamo oggi. Erano infatti colme di semi e con un sapore meno dolce. La loro coltivazione ebbe inizio nelle zone caraibiche nel XIX secolo. Però, dopo un primo tentativo, le coltivazioni furono distrutte da un attacco di parassiti. Fu per tale ragione che venne creata, dall’unione della Musa acuminata e della Musa balbisiana, la banana come la conosciamo oggi.

Un altro caso di evoluzione del cibo è quello delle angurie. Infatti, come visibile in un quadro del ‘seicento attribuito a Giovanni Stanchi, Ghirlanda di fiori e farfalle, la polpa era meno rossa, con una maggiore presenza di bianco, e i semi erano contenuti in grosse cavità.

La prima comparsa documentata delle pesche risale a un periodo compreso tra il 6000 a.C. e il 4000 a.C. Sarebbero di origine cinese e, all’epoca, sarebbero state di dimensioni ridotte, come quelle di una ciliegia. Inoltre, pare che avessero un sapore simile a quello di un legume. Per ottenere pesche simili a quelle odierne, bisogna aspettare più di un millennio, quando esse sarebbero state coltivate in Giappone per la prima volta. Tuttavia, la versione moderna delle pesche sarebbe dovuta a vari incroci effettuati dagli studiosi dell’Impero persiano.

Evoluzione del cibo, le verdure

Tra le evoluzioni più incredibili, c’è sicuramente quella delle carote. Questa famosa pianta erbacea di origini mediorientali era completamente diverse da come le conosciamo. Infatti, non solo la radice era biforcuta, ma il caratteristico colore arancione non esisteva. Erano biancastre. Le modifiche sono state molto lente e la loro evoluzione nel tempo graduale.

I pomodori, considerati un toccasana per la digestione, sono un altro ortaggio che ha subito modifiche significative. Questa pianta, appartenente alla classe delle solanacee, era allora molto simile a delle bacche e non era commestibile cruda a causa della presenza di un alcaloide tossico, la solanina. La versione antica è ancora osservabile in alcuni paesi sudamericani ed è conosciuta come pomodoro ribes.

L’ultimo caso di evoluzione del cibo che abbiamo da proporre è quello del mais. In passato, aveva un aspetto simile a quello di un baccello di piselli e il sapore che ricordava una patata cruda essiccata. La versione attuale la dobbiamo ai coloni che si insediarono in America latina nel XVI secolo.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/verdure-carota-cibo-sano-dieta-1085063/, https://pixabay.com/it/photos/banane-frutta-carboidrati-sweet-652497/

Mattia Mondo

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