L’Italia è il quarto paese in Europa per uso di cocaina, preceduta da Regno Unito, Spagna e Irlanda.

Lo dimostra la Relazione europea sulla droga pubblicata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) nel 2018. La cocaina è la droga più consumata nei Paesi europei dopo la cannabis: solo nel 2016 è stata assunta da 3,5 milioni di persone, di cui 2,3 sono giovani tra i 15 e i 34 anni. La stessa età dei consumatori di cocaina più accaniti nella nostra Penisola.

Il dato allarmante riguarda però la città di Milano, che ha aderito ad un programma europeo di analisi chimica delle acque di scolo. Tra il 2015 e il 2017 sono aumentate le tracce di cocaina rilevate nelle falde acquifere del capoluogo lombardo. La concentrazione più alta viene registrata nel fine settimana.

Dipendenza da cocaina, sintomi e conseguenze

La scienza ha spiegato ormai da tempo che la dipendenza non è causata da una debolezza morale, cioè da una mancanza di volontà. La dipendenza, possiamo dire, è causa di se stessa: agisce in infatti modificando la chimica del cervello, e creando nella persona nuove associazioni mentali.

Trattamento cocaina

Prendiamo ad esempio la cocaina: quando viene assunta, stimola nell’organismo la produzione di dopamina – come fanno tutte le droghe, l’alcol, il fumo e lo zucchero. La dopamina è il neurotrasmettitore che comunica la sensazione di piacere. Il nostro cervello costruisce dunque un’associazione tra piacere e cocaina, e la rafforza ripetendo lo stesso gesto del “farsi” fino a trasformarlo in un’abitudine.

In questo senso la dipendenza può anche essere definita come un meccanismo di apprendimento nocivo, a cui si aggiunge il fatto che il piacere procurato dalla droga è talmente intenso da diventare una priorità. Viene preferito a tutti gli altri piaceri della vita, compresa la salute, la famiglia e, in ultima analisi, la propria sopravvivenza.

I sintomi della dipendenza da cocaina, tuttavia, sono difficili da riconoscere. Mentre l’astinenza da eroina o da alcol si manifesta con tremori (soprattutto alle mani), sudorazione, nausea e tensione nella zona della mascella e della mandibola, il bisogno spasmodico di cocaina si nasconde nel profondo dell’individuo (in questo somiglia alla cannabis). Ma ciò non significa che il desiderio sia meno impellente: sono ben documentati i casi di pazienti che, dopo essersi disintossicati per mesi in un centro specializzato, sono corsi dallo spacciatore appena hanno messo piede fuori dalla clinica. Per questo la maggior parte degli ex tossici si rivolge a diverse strutture senza successo, prima di affidarsi a soluzioni come quella proposta da RTMS Italia. Il rischio è di perdere ogni speranza, come se la cocaina si fosse impadronita della vita, o fosse l’unico modo per renderla migliore.

Come uscire dalla dipendenza da cocaina

Il nostro cervello è molto più di un centro di elaborazione del piacere. È la sede del nostro pensiero, che ci permette di valutare i rischi e controllare gli impulsi. Insomma, il cervello ci fa vivere.

Perché allora la dipendenza riesce a batterlo? Come spiega un fumatore di crack coinvolto in uno studio di Rita Goldstein, psichiatra e neuroscienziata, la droga è come un demonio che ti devasta. L’esperimento di laboratorio a cui si è sottoposto ha dimostrato che la dipendenza si nutre di gratificazione: fin dall’inizio, la cocaina crea nel cervello di chi la assume una situazione chimica che la mente riconosce come “stato di ricompensa”. Il passo successivo è riprovare quella sensazione di benessere, ma a mano a mano che si fa uso di cocaina, la psiche si sente meno ricompensata. Ha bisogno di più, e non c’è modo di fermarsi.

La riabilitazione è fondamentale, del resto, non solo perché la maggior parte degli ex tossici lamenta come primo danno quello di aver buttato via tanto denaro in droga. Le conseguenze negative dell’abuso di sostanze sono molto più gravi di quelle economiche. Il cervello infatti è sempre meno capace di controllare la propria risposta all’alterazione chimica indotta dalla cocaina, e comincia fisicamente ad avvizzire. Le persone affette da dipendenza hanno meno materia grigia nella corteccia prefrontale. Un deficit che comporta, sul piano pratico, perdita di memoria, scarsa capacità di attenzione, incapacità a decidere, disturbi mentali.

Volto donna
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La buona notizia è che il tessuto cerebrale e neurologico comincia a guarire con la disintossicazione. Fino ad oggi la soluzione più spesso applicata dagli specialisti era quella farmacologica, per cui si somministrano al paziente diversi principi attivi. Questi ultimi o inibiscono i recettori della dopamina – per cui assumere la sostanza da cui si è dipendenti non provoca alcun piacere, finché il cervello non “disimpara” a farsi per stare bene – o si sostituiscono alla dopamina stessa – inducono uno stato di benessere che porta il paziente a riuscire a fare a meno della cocaina. Ma si tratta di cure prolungate nel tempo, e difficili da gestire soprattutto se il paziente non vuole essere limitato nella sua vita lavorativa e familiare.

L’alternativa però c’è, e si chiama rTMS, una stimolazione magnetica transcranica ripetitiva.

Un trattamento rivoluzionario che può essere eseguito dal medico specializzato nel corso di una giornata, e che ha liberato tante persone dal demone della dipendenza. Il principio su cui si basa è quello per cui il nostro cervello funziona tramite degli impulsi elettrici, che passando da neurone a neurone trasmettono le informazioni dall’ambiente esterno alla nostra “centralina di controllo”. I nostri pensieri sono fatti di impulsi elettrici, così come la dipendenza. La terapia rTMS viene eseguita applicando un dispositivo (una bobina avvolta attorno a una barra di metallo) alla testa del paziente. Il dispositivo viene attraversato da una scarica elettrica che crea un impulso magnetico nel cervello della persona. Si tratta di un impulso di intensità controllata, non invasivo, e assolutamente sicuro. Infatti viene direzionato verso quelle zone del cervello – i centri dell’inibizione, la forza che ci permette di resistere alla voglia di drogarci – che sono state danneggiate dalla droga, e che vengono così riattivate.

rTMS Italia garantisce un servizio di stimolazione magnetica transcranica efficace, come documentano i numerosi successi ottenuti con pazienti affetti da varie dipendenze negli ultimi anni. Il dottor Giorgio Corona, direttore sanitario di Rtms Italia, è tra i primi esperti abilitati all’uso di questa nuova tecnologia. Chi si è sottoposto al trattamento è riuscito a sconfiggere una volta per tutte il fantasma della cocaina, dell’alcol e del fumo, senza perdere un giorno di lavoro, senza ricorrere a farmaci, e senza dover essere ricoverato in ospedale.

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ultimo aggiornamento: 04-03-2019


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