Tutto sulla dieta semi vegetariana, l’alternativa al vegetarianismo

Come realizzare la doppia coda

Vediamo che cos’è, come funziona e quali sono i benefici della dieta semi vegetariana.

Sempre più persone decidono di diventare vegetariane, sia per motivi di salute, sia etici. Rinunciare completamente alle proteine animali, però, non sempre è facile, può essere necessario un po’ di tempo per abituarsi a questo nuovo regime alimentare.

La soluzione per chi vuole provare a diventare vegetariano gradualmente o per chi ha provato ad eliminare la carne, ma non c’è riuscito, è la dieta semi vegetariana, detta anche flexitariana o reducetariana. Vediamo meglio come funziona.

Dieta semi vegetariana: come funziona

La dieta flexitariana è una dieta vegetariana con pesce e carne bianca, che però vengono consumati solo occasionalmente. I reducetariani riducono la quantità di proteine animali nella dieta in modo molto graduale.

Dieta semi vegetariana
FONTE FOTO: https://pixabay.com/it/cibo-pasto-salmone-di-pesce-calce-1245685/

Si inizia scegliendo per un mese un giorno della settimana in cui non si mangia carne. I restanti giorni, si mangia carne solo a pranzo o solo a cena. Trascorso il primo mese, i giorni senza carne vanno gradualmente aumentando, fino ad arrivare a mangiarla solo una o due volte a settimana.

Il regime flexitariano è molto attento anche al tipo di proteine animali da consumare: carne bianca e pesce sono da preferire alla carne rossa per motivi salutistici (contengono meno grassi della carne rossa), mentre per motivi etici si prediligono carne, uova e latte provenienti da allevamenti non intensivi, in cui gli animali sono nutriti al pascolo.

Dieta quasi vegetariana: i benefici

La dieta semi vegetariana ha notevoli vantaggi rispetto a quella onnivora e a quella completamente vegetariana. Innanzitutto, è salutare, perché riducendo il consumo di carne, specialmente quella rossa, diminuisce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Allo stesso tempo, non si rischia di avere carenze di vitamina B12 e proteine, come può accadere con una dieta vegetariana non ben bilanciata.

È inoltre facile da seguire. I reducetariani non devono fare troppe rinunce e ciò fa sì che riescano a portare avanti questo tipo di dieta senza sentire il bisogno di ritornare onnivori, come a volte succede ai vegetariani.

Dieta semi vegetariana: esempio

La dieta semi vegetariana è molto flessibile, non bisogna seguire un preciso regime alimentare, basta ridurre il consumo di carne. Ad esempio, a colazione si può mangiare uno yogurt con fiocchi d’avena o una tazza di latte con cereali integrali.

A pranzo pasta o riso (meglio se integrali) con pomodoro o un altro condimento a base di verdure. A cena pesce azzurro o pollo non più di due volte a settimana, uova e formaggi le altre sere, con contorno di verdure.

Come spuntino di metà mattina e metà pomeriggio si può mangiare un frutto di stagione, oppure un pugno di mandorle. È molto importante consumare molta frutta, verdura e legumi.

Come sostituire la carne

Per evitare carenze dovute al ridotto consumo di carne, nella dieta semi vegetariana, come in quella completamente vegetariana, è importante consumare in abbondanza i seguenti alimenti:

– legumi, soprattutto lenticchie e lupini;

– cereali, soprattutto farro e quinoa;

– frutta secca;

– alga spirulina;

– soia e derivati dalla soia, come tofu e tempeh;

– semi, soprattutto quelli di girasole, chia, canapa e zucca.

FONTE FOTO: https://pixabay.com/it/cibo-pasto-salmone-di-pesce-calce-1245685/

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ultimo aggiornamento: 23-01-2018

Federica Maria Ferrara

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