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Per dimagrire non servono troppe rinunce, anzi, le diete drastiche sono dannose. È questo il principio base della dieta non dieta di Debora Rasio.
Oncologa, esperta di alimentazione e consulente in numerose trasmissioni Rai dedicate alla salute, la Dottoressa Rasio ha di recente pubblicato un libro, intitolato “La dieta non dieta. Riattivare il metabolismo e ripristinare il peso forma con l’alimentazione naturale”, in cui spiega dettagliatamente come funziona questo piano alimentare. Approfondiamo!
Secondo la Dottoressa Rasio, per dimagrire basta mangiare sano. Le diete drastiche non solo non servono, ma sono anche dannose, perché nella maggior parte dei casi il peso perso si recupera in breve tempo.
La dieta non dieta non prevede menù restrittivi, che spesso spingono le persone ad abbandonare il regime dietetico prima del tempo. Quello che bisogna fare è riscoprire la nostra cucina tradizionale, a base di cibi freschi, e abbandonare i cibi industriali, pieni di additivi chimici dannosi. Il consumo di zucchero, sale e grassi dannosi deve essere ridotto.
In un’intervista pubblicata sulla rivista Starbene, Debora Rasio ha spiegato come mai le classiche diete dimagranti non funzionano: “Il grasso corporeo è un tessuto protettivo e isolante che il cervello ci fa accumulare per difenderci dalle situazioni di tensione emotiva. Le diete rappresentano per l’organismo un ulteriore stress, quindi perpetuano questo meccanismo di stoccaggio. Non basta: i regimi ipocalorici rallentano il metabolismo; quando il corpo percepisce una riduzione della disponibilità di calorie, reagisce adattandosi a bruciarne meno”.
La dieta non dieta, pur non essendo restrittiva, prevede un preciso piano nutrizionale a cui attenersi, diviso in quattro fasi, ciascuna della durata di un mese.
La prima fase prevede un consumo elevato di proteine e l’eliminazione dei carboidrati, per provocare la chetosi. Come ha spiegato la Dottoressa Rasio, gli studi hanno dimostrato che la chetosi ha numerosi benefici: “spegne l’infiammazione, regola i livelli di insulina, protegge le cellule nervose migliora la composizione del microbiota intestinale, riduce la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, diminuisce la sensazione di fame e, soprattutto, sblocca rapidamente il metabolismo”.
Nella seconda fase, vengono reintrodotti i carboidrati, che però devono essere integrali e senza glutine, ad esempio la quinoa, il grano saraceno, il riso rosso e quello nero Venere.
Nella terza fase si riduce il consumo di proteine, che in eccesso possono provocare disturbi ormonali e stress ossidativo, si introducono i cereali integrali con glutine e i legumi.
Nella quarta fase si mangia di tutto e si stabilisce un piano alimentare equilibrato, che aiuta a mantenere il peso forma e continuare a dimagrire, ma in modo più lento e graduale.
Se dovesse essere necessario perdere ancora molto peso, il programma può essere ripreso per intero dalla fase uno, dopo qualche mese.
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