Influenza
Sommario articolo
Con l’arrivo della stagione fredda, ci si prepara a fronteggiare il classico periodo di influenze e malanni stagionali. Il vaccino antinfluenzale è stato pensato proprio per fronteggiare questa situazione ed evitare un sovraccarico del sistema sanitario nazionale, oltre a proteggere i soggetti più vulnerabili, la cui salute sarebbe messa seriamente a rischio anche da una semplice influenza.
Mai come in questo anno però, la necessità di un vaccino contro l’influenza si fa urgente. La pandemia da coronavirus, scoppiata nel febbraio 2020, ha infatti reso fondamentale un’intensificazione del piano di prevenzione per evitare che le influenze stagionali vadano a sovrapporsi a una possibile seconda ondata di Covid-19.
Il vaccino antinfluenzale viene raccomandato e concesso gratuitamente a soggetti considerati a rischio, che appartengono cioè a una delle seguenti categorie:
– Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, tra cui malattie croniche, tumori in corso di trattamento chemioterapico e malattie metaboliche.
– Donne che dall’inizio dell’epidemia si trovano in gravidanza e nel postpartum.
– Tutti i soggetti, anche se sani, di età pari o superiore ai 65 anni.
– Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.
– Donatori di sangue e familiari e contatti stretti di soggetti ad alto rischio di complicanze.
Chi non rientra nelle categorie a rischio, potrà comunque decidere di sottoporsi alla profilassi antinfluenzale. In questi casi si potrà acquistare il vaccino in farmacia e farselo somministrare dal medico. In media il costo è di circa 25 euro.
Il vaccino antinfluenzale è sicuro, perché sottoposto a una serie di rigidi controlli prima della sua diffusione. Possono però verificarsi a seguito dell’iniezione alcune reazioni locali, come arrossamento o gonfiore, mal di testa, dolori articolari o muscolari.
È ovviamente da evitare in caso di soggetti allergici ad alcuni componenti del vaccino o che hanno manifestato reazioni allergiche durante precedenti somministrazioni.
Inoltre, nei soggetti che presentano una malattia acuta temporanea, di media o grave entità, la somministrazione del vaccino è da rimandare a guarigione avvenuta.
Come anticipato, il vaccino non viene somministrato ai bambini al di sotto dei sei mesi, per via della mancanza di studi clinici accertati che ne attestino l’innocuità in queste fasce d’età.
Per quanto riguarda i bambini più grandi, i medici sono concordi nel sostenere che il vaccino non abbia grande efficacia in età pediatrica. Diverso è però, il caso di bambini a rischio, ossia maggiormente esposti a complicanze perché portatori di patologie più serie.
Nel caso dei bambini, è bene però considerare che i malanni stagionali e i raffreddori possono essere molto frequenti nel periodo autunnale, è pertanto bene non farsi prendere da facili allarmismi e fare chiarezza per evitare di confondere episodi di influenza con il coronavirus.
Dopo un’estate più tranquilla, la situazione ha visto purtroppo un considerevole aumento dei contagi. Da luglio a settembre 2020, il rapporto tra positivi e casi testati è infatti passato dallo 0,8 al 2,8, sebbene con differenze regionali piuttosto consistenti (si va dall’1,1 della Basilicata al 6,5 della Liguria).
Nonostante circa il 93% dei testati sia asintomatico, risulta più che mai fondamentale giocare di anticipo e garantire una copertura vaccinale a tutte le categorie a rischio, salvaguardando anche la tenuta del sistema sanitario.
Normalmente il periodo più indicato per effettuare la vaccinazione è la metà di novembre, perché i picchi dell’influenza si registrano in genere tra dicembre e febbraio. L’anno in corso potrebbe però vedere un’anticipazione della profilassi per via dei pericoli legati alla pandemia.
Giovanni Rezza, a capo della direzione generale Prevenzione del ministero della Salute, ha parlato di un possibile anticipo a fine settembre, inizi di ottobre. La data potrebbe anche variare da regione a regione, per via delle capacità di queste di completare l’approvvigionamento dello scorte in tempo utile.
A causa dell’aumento della necessità di somministrazione del vaccino, il ministero della Salute, in accordo con le Regioni, sta cercando di procedere all’acquisto di 13-14 milioni di dosi di vaccino, per poter far fronte alla richiesta di coloro che ne hanno diritto a titolo gratuito e anche di chi vorrebbe acquistarlo a proprie spese.
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