EMDR: di cosa si tratta, come funziona e per chi può rivelarsi utile questo metodo che aiuta a lavorare sui traumi.

L’EMDR è un approccio psicoterapeutico relativamente nuovo e volto a lavorare su eventi traumatici e/o stressanti. Si tratta di una forma di terapia che agisce attraverso la stimolazione di entrambi gli emisferi cerebrali. Metodo usato per aiutare chi ha subito un forte trauma a staccarsi emotivamente da esso, rendendolo solo un ricordo. Un approccio sicuramente interessante ma che è anche importante conoscere bene al fine di capire se e quando è il caso di provarlo.

EMDR: dal significato a i problemi che può risolvere

Il termine EMDR in psicologia arriva dall’inglese “Eye Movement Desensitization and Reprocessing” che tradotto significa “Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”.

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Come il nome stesso suggerisce, quindi, si svolge legando la terapia a degli stimoli esterni utili ad aiutare determinati problemi irrisolti.

In genere la terapia EMDR viene consigliata a chi soffre di stress post traumatico o a chi ha subito momenti di shock dovuti a lutti, violenze, incidenti o altro. Più in generale, è utile a chiunque non sia in grado di elaborare correttamente determinati ricordi. Per questo motivo il metodo EMDR viene considerato valido anche per i bambini. Sopratutto in caso di ansia o se hanno subito traumi legati all’affettività e alle figure di attaccamento.

EMDR psicoterapia: come funziona

L’EMDR segue un protocollo standard che parte dall’anamnesi del paziente alla spiegazione della tecnica per EMDR. Fatto ciò, si valutano gli aspetti sui quali lavorare al fine di desensibilizzare i ricordi traumatici con la stimolazione bilaterale. Questo processo ha una durata variabile che cambia da caso a caso e che si esaurisce quando l’immagine di un determinato evento non disturba più il paziente.

Si tratta di un iter delicato e complesso che prevedere anche altre fasi come la chiusura dell’elaborazione e la rivalutazione dell’evento in sé. Per questo motivo, può accadere che una volta a casa (specie le prime volte) il paziente si ritrovi faccia a faccia con immagini spiacevoli ed emotivamente difficili da sopportare. In tal caso è prassi contattare lo psicoterapeuta per valutare di anticipare la seduta successiva.

Sebbene si tratti di una terapia relativamente nuova (approvata nel 2013 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), secondo molti studi la sua efficacia è indubbia. Motivo per cui è sempre opportuno prenderla in considerazione insieme al proprio medico, a volte infatti quello che per alcuni è considerato un trauma potrebbe essere “solamente” un sovraccarico psicologico.

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ultimo aggiornamento: 04-06-2021


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