Fonte foto: https://pixabay.com/it/illustrations/stomaco-pancia-perdere-peso-2437890/
Sommario articolo
Il polipo è una piccola escrescenza solitamente di natura benigna – solo nello 0,5% dei casi si tratta di un tumore maligno – e può formarsi in varie sedi anatomiche. Una delle zone più colpite nelle donne è l’utero, dove può causare problemi di fertilità. Scopriamo qualcosa in più sui polipi uterini e su come si curano.
A seconda del luogo in cui crescono, i polipi uterini si distinguono in cervicali (hanno sede nel collo dell’utero, chiamato anche cervice) ed endometriali (si sviluppano sull’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero). Sono composti principalmente di tessuto ricco di ghiandole che, crescendo in maniera eccessiva, formano delle piccole escrescenze.
I polipi dell’utero possono crescere singolarmente o in gruppi, e la loro principale caratteristica è la tendenza a riformarsi dopo la rimozione, anche a distanza di anni. Quando sono molto piccoli o poco numerosi, possono non presentare sintomi rilevanti e non necessitare di alcun tipo di trattamento.
Quando il polipo raggiunge delle dimensioni più importanti, si manifestano alcuni sintomi piuttosto generici: eccessivo sanguinamento mestruale (ipermenorrea), perdite vaginali ematiche lontano dal periodo delle mestruazioni, dolori mestruali, dispareunia (rapporti sessuali dolorosi), ciclo irregolare.
Non sono note le cause che portano alla formazione dei polipi uterini, sebbene l’ipotesi più plausibile riguardi un eccesso di estrogeni in circolo. Nella maggior parte dei casi, ne sono soggette donne attorno ai 40/50 anni, nel periodo pre-menopausale. Con la menopausa il rischio di avere un polipo si riduce notevolmente.
Solo nello 0,2% dei casi, i polipi uterini benigni si trasformano in maligni con il passare del tempo. Quando i sintomi non sono particolarmente intensi e le escrescenze non creano fastidi, è possibile evitare qualsiasi tipo di cura e sottoporsi solamente a periodiche visite di controllo.
La complicazione principale riguarda l’infertilità. Se si vuole avere una gravidanza, il polipo dell’utero può causare importanti difficoltà sia nell’inseminazione che nell’impianto dell’embrione. Questo accade quando ostruisce le tube di Falloppio, impedendo che lo spermatozoo raggiunga l’ovulo, o quando diventa di dimensioni così grandi da rendere difficile l’annidamento nell’endometrio.
Se il polipo non è asintomatico o è piuttosto grande, il medico può consigliarne la rimozione. Questa può avvenire mediante isteroscopia, una tecnica non invasiva, o raschiamento. Nei casi più gravi, se a seguito di ulteriori esami il polipo si è rivelato essere di natura maligna, potrebbe essere necessario ricorrere all’isterectomia, ovvero l’asportazione totale dell’utero. È possibile tentare anche con una terapia farmacologica a base di progestinici, ma ha un elevato rischio di recidiva.
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