Dieta o digiuno intermittente? Ecco la soluzione ideale - www.notiziebenessere.it
Il periodo delle diete, anche quelle last minute e, forse, fra le più pericolose, è iniziato: la prova costume è dietro l’angolo e tutti vogliono farsi trovare preparati e al top.
Ma la dieta, di per se, è sempre un qualcosa di buono per tutti? In realtà, è necessario sempre avere il consulto di un medico o di un nutrizionista prima di dare avvio ad un percorso nutrizionale che ci porta alla perdita di peso. Ma quando si parla, invece, di digiuno?
Una delle pratiche che sta prendendo piede in questi ultimi tempi è quella del “digiuno intermittente”. In cosa consiste? E come si porta avanti? Cerchiamo di capire insieme.
La dieta è un processo che non parte solo dalla tavola ma anche dalla mente e dalla psiche dell’uomo: chi si mette a dieta, lo fa anche con il pensiero perché il suo obiettivo è uno solo, ovvero quello di perdere quei kg di troppo e raggiungere il peso che tanto desidera. Quando si inizia una dieta, però, non lo si deve mai fare da soli ma sempre essere seguiti dal proprio medico o dal nutrizionista.
Le diete fai da te sono sempre le più pericolose perché non aiutano a dimagrire ma sballano soltanto il nostro, già precario, metabolismo. Una delle pratiche che sta andando avanti è, anche, quella del “digiuno intermittente” e può essere utilizzata quando ci sono i blocchi metabolici, ovvero quando risulta difficile dimagrire e il nostro corpo non risponde ad alcun tipo di dieta per perdere peso.
Questo metodo si basa sull’alternanza tra periodi di digiuno, in cui si limita l’assunzione di cibo, e periodi di alimentazione, durante i quali è possibile consumare pasti bilanciati e nutrienti. Non ci si concentra sul cosa mangiare o quanto, ma soprattutto sul quando bisogna mangiare. La domanda più comune è: quali sono i benefici del digiuno intermittente?
In primis noteremo che il nostro metabolismo migliora notevolmente e, dall’altro lato, ci sarà anche una diminuzione dell’infiammazione, una maggiore sensibilità all’insulina, che può aiutare a prevenire o gestire condizioni come il diabete di tipo 2. Ma, soprattutto, ci sarà lo sfruttamento di quelle che sono le risorse di grasso in più presenti ed accumulate nel nostro organismo da troppo tempo, che iniziano a diventare primarie fonti di energia.
Come dicevamo all’inizio, anche il digiuno intermittente non lo si può iniziare così all’improvviso, ma sempre seguiti da un medico, bisogna scegliere l’approccio più adatto e ideale ed è sempre fondamentale dare priorità agli alimenti ricchi di nutrienti quanto mantenere una dieta equilibrata. Uno dei più comuni tipi di digiuno intermittente è quello 16/8: si prevede un digiuno di 16 ore consecutive, seguito da una finestra di 8 ore durante la quale è possibile consumare i pasti.
Questo per dare un approccio meno restrittivo e iniziale e, anche per vedere la risposta del nostro corpo. Per iniziare è più corretto farlo soltanto per pochi giorni a settimana (al massimo 3) e vedere dall’altro lato, come dicevamo, qual è la risposta del nostro organismo.
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