Benessere

Placche in gola: cosa sono, come riconoscerle e come curarle

Le placche in gola sono il segno di qualcosa che non va nell’organismo. Scopriamo di cosa si tratta e cosa fare quando si presentano.

Avere le placche in gola è sempre indice di un problema a livello dell‘organismo. Il più delle volte può trattarsi di infezioni a carico della gola dovute a un sistema immunitario poco efficiente o alla presenza di batteri. Ma cosa sono le placche in gola? Per riconoscerle, oltre che visibilmente e attraverso una visita medica, ci sono dei sintomi ben precisi che possono indicarne la comparsa. Scopriamo i più importanti e come comportarsi quando si presenta questo problema.

I sintomi delle placche bianche in gola: ecco quali sono

Quando si ha un’infezione del cavo orale o in caso di altri problemi simili, possono presentarsi delle placche nelle tonsille e in gola.

mal di gola

Queste sono solitamente bianche e purulente e portano con loro svariati sintomi che sono:

Tosse
Mal di gola
– Mal di testa
– Alito cattivo
– Febbre (si possono avere anche le placche in gola senza febbre)
– Tosse
– Congestione nasale
– Difficoltà a respirare
– Linfonodi ingrassati

Per le placche in gola, le cause sono solitamente le afte orali, la tonsillite, i calcoli tonsillari, la mononucleosi e la faringite.

Placche in gola: i rimedi più efficaci per trovare sollievo

Quando il mal di gola da placche è davvero forte, ci sono dei rimedi che si possono mettere in atto al fine di alleggerire il problemi.

Tra quelli naturali ci sono i gargarismi da effettuare con acqua, sale e limone. Ottimi per dare sollievo e disinfettare. A volte anche l’uso di alcuni colluttori specifici e cioè con la presenza di antibatterici possono rivelarsi efficaci. In casi più gravi, ovvero quando le placche non spariscono nel giro di poco, può essere invece necessaria una cura antibiotica da effettuarsi solo dopo una visita medica al fine di capire quale antibiotico può rivelarsi più efficace.

In genere il tempo di durata massimo della sintomatologia si aggira intorno a una settimana. Questo dovrà però essere considerato come variabile. Qualora dovessero durare di più, in genere può rivelarsi necessario effettuare delle visite di approfondimento al fine di cambiare terapia o di rintracciare altre cause.

Danila Franzone

Copywriter e amante della scrittura in ogni sua forma. Tra i suoi tanti interessi c'è da sempre quello della ricerca del benessere che persegue attraverso la sana alimentazione e le proprietà degli alimenti.

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