Gli esercizi di yoga per stimolare il timo, la “ghiandola della vita”

C’è una piccola ghiandola chiamata timo che si trova al centro del nostro petto: a cosa serve, e perché è importante stimolarla con lo yoga?

La maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare del timo, un piccolo organo situato esattamente al centro del nostro torace. Eppure la sua è una funzione importantissima: serve per ‘addestrare’ i linfociti che, una volta prodotti dal midollo osseo, si trasferiscono nel timo per diventare linfociti T. Questi ultimi sono delle cellule del sistema immunitario, che imparano ad aggredire gli antigeni che penetrano nel nostro corpo.

Visto il suo fondamentale ruolo nel nostro sistema immunitario, diventa chiaro il motivo per cui è importante tenere ben attivo il timo. Inoltre, non possiamo fare a meno di notare che questa ghiandola svolge la sua massima attività nell’adolescenza, per poi regredire pian piano a tal punto da assumere dimensioni minuscole. Ci sono alcuni esercizi di yoga che permettono di rimettere in funzione il timo anche dopo il suo picco di attività.

Stimolazione del timo e yoga

Timo
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Nella pratica dello yoga l’importanza del timo viene ampiamente riconosciuta. Vista la sua posizione – si trova vicinissimo al cuore – questa ghiandola viene correlata al quarto chakra, quello del plesso cardiaco. Ci sono diverse posizioni (asana) che aiutano a stimolare il timo e a riattivarlo. Scopriamo insieme quali sono.

La prima, e la più semplice, è la posizione del cobra (Bhujangasana). Distenditi con il ventre a terra e solleva la testa e le spalle, poggiando le mani a terra all’altezza del petto. Mentre esegui l’esercizio, contrai i glutei e tieni le gambe ben distese.

Da questa posizione, puoi passare facilmente a quella dell’arco (Dhanurasana). Rimani con la pancia a terra e solleva il busto, portando le braccia dietro la schiena. A questo punto solleva anche le gambe e afferra le caviglie con le mani.

Come rinforzare il timo

Timo
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La terza posizione è quella del pesce (Matyasana), che permette un’apertura verso l’esterno della piccola ghiandola. Stenditi supino, con le gambe ben distese e unite e con la testa poggiata a terra. Inarca la schiena il più possibile, sollevando il petto verso l’alto e lasciando che la testa continui a toccare il pavimento.

In ginocchio, preparati poi per la posizione del cammello (Ustrasana). Con le ginocchia a terra, solleva il corpo formando un angolo retto tra cosce e polpacci. Poi rovescia la testa all’indietro, sporgendoti in avanti con il petto. Nel frattempo, allunga le braccia all’indietro e cerca di poggiare i palmi delle mani sulle caviglie.

L’ultima è la posizione del guerriero (Virabhadrasana): in piedi, divarica le gambe portandone una in avanti e piegandola ad angolo retto, mentre l’altra rimane distesa all’indietro. Tieni il busto ben diritto e allunga le braccia verso l’alto, unendo le mani sopra la testa.

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ultimo aggiornamento: 11-03-2019