morbo di alzheimer
Sommario articolo
La malattia di Alzheimer (AD) meglio nota come morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla morte progressiva delle cellule nervose legate all’apprendimento e alla memoria. Si tratta di un problema piuttosto diffuso, con sintomi precisi ma che è importante riconoscere tempestivamente. Ecco, quindi, tutto quel che è importante sapere a riguardo e come comportarsi quando si presenta.
Questa malattia, che è anche la più comune forma di demenza, è tipica dell’età avanzata.
In altre parole è una sindrome neurodegenrativa a carico delle cellule cerebrali. Chi ne soffre, quindi, tende a perdere la memoria a breve termine e le proprie funzioni cognitive.
Ad oggi non si sa ancora con certezza quali siano le cause che portano a sviluppare questa malattia. Tuttavia, sempre più esperti ritengono che alla base ci siano sia fattori genetici che di tipo ambientale ai quali si legano anche lo stile di vita e la familiarità. Si tratta, quindi, di una malattia spesso difficile da diagnosticare alle prime avvisaglie e per la quale occorre prestare la massima attenzione al fine di poter intervenire il prima possibile.
Purtroppo, infatti, la malattia non è ancora curabile. Ci sono però diverse trattamenti in grado di rallentarla o di renderla più sopportabile.
Andando all’etimologia, il morbo di Alzheimer, si chiama così perché prende il nome dal neuropatologo tedesco che lo ha descritto per primo nel 1906. Il suo nome era appunto Alois Alzheimer. La malattia è divenuta nota solo nel 1910, diventando pian piano sempre più conosciuta e riconosciuta tra i malati che ne soffrivano. Ad oggi si stima che a soffrirne siano almeno 50 milioni di persone.
Questa malattia ha un escursus difficile da stabilire e che per questo motivo può risultare difficile da riconoscere, sopratutto all’inizio. Sebbene non ci siano ancora cause davvero note, gli esperti concordano nell’asserie che oltre alla familiarità, possa incidere anche lo stile di vita. Stile di vita che se cambiato per tempo può aiutare a rallentare il decorso della malattia.
Per questo motivo, dinanzi alle prime avvisaglie sarebbe sempre opportuno rivolgersi ad un medico, sia per dubbi sulla propria persona che, come accade più spesso, per i parenti.
L’Alzheimer è una malattia che compare solitamente dopo i 65 anni. Ciò nonostante ci sono dei casi di Alzheimer giovanile o precoce, in cui la malattia si presenta intorno ai 30 anni.
A prescindere dal momento della comparsa, i sintomi che vi si accompagnano sono la mancanza di memoria, il senso di confusione, la difficoltà nel giudicare le situazioni e tanti altri segnali che a volte possono essere scambiati per stanchezza, portando ad un ritardo nella diagnosi della malattia.
Riassumendo, tra quelli che sono i sintomi più comuni e da prendere sempre in considerazione, ci sono:
– Perdita della memoria a breve o a lungo termine
– Difficoltà nel compiere gesti semplici
– Stato confusionale
– Ripetizione di concetti o di domande
– Difficoltà nel riconoscere amici e familiari
– Mancanza di iniziativa
– Cambiamento della personalità
– Problemi nel linguaggio
– Disturbi del sonno
– Comportamenti ripetitivi e ossessivi
– Delirio
– Allucinazioni uditive
– Difficoltà di deglutizione
– Perdita di peso
– Progressiva perdita del controllo motorio
– Incontinenza
Questi sintomi, che sono i principali, si manifestano pian piano e in ordine progressivo man mano la malattia va avanti. A ciò si aggiunge il fatto che gli ultimi sintomi in elenco possono portare a problemi di altro tipo come la mancanza di nutrizione, la disidratazione, la polmonite, le fratture, etc… Ad uno stato avanzato della malattia, inoltre, il malato di Alzheimer non è più capace di prendersi cura di se e richiede un’assistenza totale e continua.
Secondo alcune stime, la malattia di Alzheimer riduce le aspettative di vita. La malattia infatti, può portare alla morte entro i 10 anni dalla comparsa. Solitamente per problemi legati a complicanze respiratorie.
Ovviamente si tratta di una stima approssimativa, che varia da persona a persona e che nei pazienti più giovani ha aspettative più lunghe. Ciò è anche supportato dai tanti studi in atto e da alcuni interventi esterni come, ad esempio, il cambiamento dello stile di vita, la giusta attività fisica e un’alimentazione più sana.
Inoltre, rimane sempre molto importante la diagnosi precoce e, per chi non ne soffre ma ha una certa familiarità con la malattia, la prevenzione. Oggi, ad esempio, uno dei metodi considerati maggiormente in grado di rallentarla e di diminuire le possibilità che si presenti è quella di seguire la così detta dieta Mind.
Il tour "Il Gioco di inOrto" della Fondazione Louis Bonduelle arriva a Mantova il 29…
Meghan Markle lancia il suo negozio online ShopMy, condividendo smalti e prodotti di bellezza preferiti,…
Modificare la dieta sostituendo il burro con oli vegetali può ridurre il rischio di mortalità,…
La VII edizione dell'Agrichef Festival celebra la cucina contadina e antispreco, con la partecipazione di…
Il rossetto fucsia: scelta versatile per un make-up audace, con opzioni long-lasting, cremose o lucide…
La collezione Legami Beauty 2025 offre accessori e prodotti per la cura personale, unendo funzionalità…