Legumi lupini secchi
Sommario articolo
Oggi parliamo dei lupini, dei legumi poco conosciuti (o meglio meno famosi rispetto ai “fratelli” fagioli) che però tutti dovremmo introdurre nella nostra alimentazione.
Il motivo è molto semplice: sono buonissimi e ricchi di proprietà benefiche. In particolare, sono ottimi per chi soffre di diabete. Vediamo meglio quali sono le loro caratteristiche nutrizionali.
Come abbiamo anticipato, i lupini sono dei legumi, semi di una pianta da fiore, il Lupinus. Ne esistono diverse varietà, alcune non commestibili, ma quelle più comune ed utilizzata in cucina sono i lupini bianchi, i lupini gialli e i lupini blu. Tutti hanno una forma tondeggiante e appiattita e hanno la caratteristica (a livello della pianta del lupino) di adattarsi ad ambienti difficili e inospitali. Questi legumi derivano da una pianta annuale la cui semina avviene verso ottobre e novembre mentre la maturazione si attua nei mesi caldi di giugno e luglio.
Di solito si trovano in commercio precotti e in salamoia, perché crudi contengono una sostanza potenzialmente tossica, che viene eliminata con la bollitura e l’ammollo in acqua salata. È possibile acquistarli anche crudi essiccati, ma vanno sempre messi in ammollo e bolliti.
Con questi legumi viene prodotta anche una farina, che può essere utilizzata per preparare zuppe, vellutate, focacce, torte salate, panature e burger vegetariani, proprio come si fa con la farina di ceci.
La loro è una storia antica, e infatti sono conosciuti sin dai tempi dei Maya e degli Egizi, quando venivano coltivati per migliorare la qualità del terreno.
I lupini, come tutti i legumi, sono ricchi di proteine, fibre, vitamine e sali minerali. In particolare, contengono: vitamina A e C, che hanno proprietà antiossidanti e aiutano a rafforzare il sistema immunitario; vitamine del gruppo B (B1 e B6), che migliorano le funzioni metaboliche e garantiscono il corretto assorbimento di grassi, carboidrati e proteine.
Infine, sono fonte di sali minerali (ferro, calcio, potassio, zinco e manganese) e acidi grassi “buoni” (omega 3 e omega) e sono completamente privi di glutine.
I valori nutrizionali di 100 grammi di lupini sono i seguenti:
– kcal 371
– Acqua 10,44 g
– Proteine 36,71 g
– Grassi 9,74 g (di cui saturi 1,156 g)
– Carboidrati 40,38 g (di cui zuccheri 0 g)
– Colesterolo 0 g
– Indice glicemico 15
Come si può notare il lupino ha un elevato contenuto proteico, motivo per cui è adatto come sostituto della carne in un’alimentazione prettamente vegetariana o vegana e non solo: infatti è privo di glutine e può essere un alimento della dieta per gli intolleranti al glutine e celiaci. Attenzione però: le proteine dei lupini hanno un valore biologico inferiore rispetto ai derivati animali, tuttavia abbinato con cereali può essere, come detto in precedenza, un valido sostituto della carne. Aumentano poi anche il senso di sazietà e sono dunque indicati anche per una dieta dimagrante.
Sono tanti i benefici di questi legumi, come abbiamo visto, ma vi sono anche alcune considerazioni riguardo alcune eventuali controindicazioni. In primis possono creare gonfiore intestinale, mentre per quanto riguarda quelli conservati sotto sale, è meglio non abusarne, soprattutto in caso di ipertensione o problemi di circolazione.
Per quanto riguarda eventuali allergie, i lupini possono causare sintomi come eruzioni cutanee, dolori addominali e anche problematiche più serie, sino ad arrivare a shock anafilattico. Dunque non consumateli se soffrite di intolleranze alimentari o altro.
Ultimo accorgimento, ma non meno importante, è già stato accennato in precedenza ma è bene ricordarlo anche in questa sezione. Alla domanda: mai lupini fanno male? La nostra risposta è no, se trattati con attenzione. Infatti i lupini crudi presentano dei componenti che possono rivelarsi potenzialmente tossici: contengono infatti una lupotossina, la lupanina che potrebbe portare l’insorgenza di effetti indesiderati quali febbre e vomito o, addirittura, alterare la pressione sanguigna. Per eliminare questa tossina nei lupini a crudo si passa attraverso il calore, e quindi la cottura e tramite un processo di deamarizzazione.
La deamarizzazione consiste in un lungo processo di ammollo in acqua e sale dopo la bollitura degli stessi lupini. Come funziona?
Dopo averli messi in ammollo per circa 8-12 ore sciacquate i lupini accuratamente e fateli bollire almeno per 1 ora in acqua salata. Una volta terminato il tempo previsto scolateli e lasciateli intiepidire. Ora preparate l’ammollo per la deamarizzare: per circa 1 kg di lupini unite 2 litri di acqua e 70 g di sale, mescolate accuratamente e immergete nel liquidi i lupini in modo che risultino completamente coperti.
È arrivato il momento di aspettare: cambiate l’acqua di ammollo due volte al giorno per 5 giorni ricordandovi di sciacquare bene i legumi in acqua fredda. Una volta passato il tempo indicato sciacquateli un’ultima volta accuratamente e saranno pronti per diventare i protagonisti delle vostre ricette.
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