Il mondo del ciclismo è in fermento dopo la recente decisione dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) che ha sanzionato il ciclista Isaac Del Toro. Il 21 marzo 2025, il corridore ha ricevuto una multa a seguito di un gesto considerato inadeguato durante la Milano-Torino, dove ha tagliato il traguardo con la maglia aperta, esponendo il petto e il cardiofrequenzimetro. L’UCI ha chiaramente espresso la propria posizione, affermando che non c’è più spazio per comportamenti ritenuti poco professionali nel ciclismo moderno.
L’UCI ha adottato un approccio rigoroso nei confronti dell’abbigliamento e dell’immagine dei ciclisti. La decisione di multare Del Toro non è solo una questione di decoro, ma riflette un cambiamento culturale nel ciclismo. La federazione ha sottolineato l’importanza di presentarsi in modo appropriato, specialmente in eventi di grande visibilità come la Milano-Torino. La multa di 200 franchi svizzeri inflitta a Del Toro è un chiaro segnale che le regole sono state inasprite. Inoltre, i dirigenti della UAE Emirates XRG hanno avvertito il ciclista riguardo alla necessità di chiudere la maglia per le foto ufficiali, un aspetto fondamentale per il rispetto degli sponsor.
La decisione di multare Del Toro solleva interrogativi riguardo alla scala delle sanzioni nel ciclismo. Una multa di 100 franchi svizzeri per il gesto di fare pipì in pubblico contrasta con la sanzione doppia per un comportamento che, pur se considerato inappropriato, non sembra avere lo stesso impatto. Questo solleva domande su come vengono valutati i diversi comportamenti dei ciclisti durante le competizioni. È interessante notare che Del Toro ha ricevuto la stessa sanzione di Francis Doubey, il quale ha messo in discussione l’autorità durante il Tour du Rwanda, portando a un annullamento dell’ultima tappa. Le sanzioni sembrano quindi essere applicate in modo incoerente, lasciando spazio a discussioni su cosa realmente meriti una punizione.
In un contesto in cui l’immagine è fondamentale, si potrebbe considerare l’idea di creare spazi dedicati alla cura personale dei ciclisti. Un’innovativa proposta è quella di realizzare una zona makeup sull’Espace Crupelandt, un tratto iconico della Roubaix. Immaginate un pitstop per i corridori, dove possano ricevere un tocco di bellezza prima di tagliare il traguardo. Un velo di cipria e un profumo di alta gamma potrebbero trasformare l’immagine del ciclismo, rendendo le foto all’interno del velodromo straordinarie. Questa idea non solo migliorerebbe l’estetica del ciclismo, ma contribuirebbe anche a creare un’atmosfera più professionale e curata.
La proposta di allestire una zona trucco tra Corso Cavallotti e Corso Raimondo per il vincitore della Sanremo rappresenta un passo audace verso un ciclismo che abbraccia non solo la performance, ma anche l’immagine. Con l’evoluzione delle aspettative nel mondo dello sport, il ciclismo potrebbe trarre vantaggio da un approccio più attento all’estetica, senza compromettere l’integrità e la competitività.
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