Quando si determina l’ipotermia? Vediamo qual è la condizione che comporta la problematica e cosa fare in condizioni di difficoltà.

L’ipotermia è una condizione molto preoccupante che, in casi gravi, può anche portare alla morte. Generalmente, si tratta di una problematica che sopraggiunge soltanto in condizioni particolari, che si vivono accidentalmente. Vediamo quali sono le cause, i sintomi e la cura.

Ipotermia: significato e cause

Definita una condizione di estrema emergenza, l’ipotermia indica una situazione in cui il corpo perde calore velocemente, con un abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 35°. Quando accade ciò il cuore, il sistema nervoso e altri organi non riescono a funzionare correttamente, per cui è necessario correre ai ripari perché si rischia la morte.

Generalmente, l’ipotermia ha cause, anzi una causa ben precisa: il freddo. Che sia l’esposizione prolungata ad una bassa temperatura atmosferica oppure l’immersione in acqua gelida, il corpo reagisce sempre allo stesso modo: brividi, capogiri, nausea, fame, respirazione accelerata, difficoltà a parlare, confusione mentale, perdita della coordinazione, aumento della frequenza cardiaca e affaticamento. Questa problematica può essere associata anche ad altre patologie, come il morbo di Addison, la sepsi, lo shock settico e le ustioni.

Ipotermia: dai sintomi alla cura

L’ipotermia fisiologica, fin dai primi sintomi, richiede un intervento immediato. E’ necessario riportare il corpo alla giusta temperatura il prima possibile. E’ sconsigliato massaggiare o sfregare il corpo, ma è opportuno recarsi in un ambiente caldo e asciutto, facendo attenzione a togliersi di dosso eventuali indumenti bagnati.

Avvolgete il corpo con coperte asciutte, coprendo anche la testa e lasciando scoperta solo la bocca. Via libera anche a bevande – non alcoliche – e impacchi caldi. Questi ultimi non devono mai essere fatti su gambe e braccia, ma soltanto sul collo, sull’inguine e sulla gabbia toracica. In ogni modo, ricordate che la prima cosa da fare è recarsi nell’ospedale più vicino.

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ultimo aggiornamento: 24-12-2022


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