donna con mascherina
Sommario articolo
Da quando è esploso in tutto il mondo, il Covid è diventato il centro di tantissime ricerche e, ovviamente, di altrettante domande. Tra le tante, le più diffuse, sono senza alcun dubbio quelle relative all’immunità da Covid. Un argomento spesso controverso e sul quale tutt’ora sono in corso diversi studi. Tutti volti a dare quante più risposte possibili sull’argomento. Cerchiamo quindi di riassumere le voci più diffuse al fine di farci un’idea più precisa.
Per prima cosa è importante tenere a mente che per immunità si intende la possibilità di entrare in contatto con il virus senza per questo esserne contagiati. Un risultato al quale si arriva con certezza solo dopo aver sviluppato la giusta immunità nei sui confronti. Cosa che a sua volta può avvenire tramite precedente contagio curato o attraverso il vaccino.
Le cose, però, cambiano da virus a virus. Per quanto riguarda l’immunità da Covid dopo il contagio, ad esempio, secondo una recente ricerca pubblicata su Science Immunology, sembra che gli anticorpi inizino a diminuire già dopo 20 giorni finendo con lo svanire in circa 8 mesi.
Un altro studio ancora in fase di conferma, sostiene invece che l’immunità da Covid dopo la guarigione resti più alta, anche dopo svariato tempo.
Un po’ diverso è invece ciò che accade per quanto riguarda l’immunità Covid negli asintomatici. Se fino a qualche tempo fa si pensava che in questo caso non si sviluppasse alcun tipo di anticorpo, negli ultimi tempi pare sia emersa una predominanza di cellule T molti simile a quella riscontrata nei sintomatici.
Inoltre, sembra ci siano degli studi sull’immunità Covid da gruppo sanguigno. Immunità che pare essere naturalmente più alta nei soggetti con gruppo 0 e più bassa in quelli con gruppo A o AB.
Da quanto emerso finora è chiaro, quindi, che contrarre il Covid e guarirne non mette del tutto al sicuro. Nell’immunità da Covid, oltre ad alcuni sintomi che permangono anche per diverso tempo, gli anticorpi durerebbero infatti solo alcuni mesi.
Un dato che è ancora sotto studio e che quindi non può essere considerato sicuro. Sopratutto perché si sono già verificati casi in cui persone che avevano contratto il virus e che erano guarite si sono poi riammalate.
Per ottenere parametri più sicuri occorre quindi attendere che i tanti studi attualmente in corso giungano ad una risposta comune.
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