Fonte foto: https://pixabay.com/it/orsetti-gommosi-gommose-candy-1514016/
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Operai sottoposti a condizioni di lavoro disumane, senza la minima sicurezza e per una paga misera: sono queste le pesanti accuse ricevute dalla Haribo, produttore tedesco delle famose caramelle gommose. Alcuni mesi, a causa di un documentario, è scoppiato il caos e ora l’azienda sta svolgendo delle indagini interne per appurare la verità. Ma che cosa è successo?
Tutto ha avuto inizio con un documentario tedesco della serie “Markencheck”, un programma d’inchiesta sul controllo dei marchi. Il documentario, intitolato “The Haribo Check”, ha infatti portato a galla il dramma di alcuni lavoratori brasiliani impiegati nella raccolta di un ingrediente fondamentale per la preparazione di caramelle.
Tra i prodotti della Haribo spiccano i celebri orsetti gommosi, per i quali si utilizza la cera di carnauba. Si tratta di una sostanza che serve a rendere più lucide le caramelle e a far sì che non si attacchino tra loro. La cera di carnauba si estrae dalle foglie di palma in alcune delle zone più povere del Brasile.
Secondo quanto si apprende dal documentario, gli uomini impiegati nelle piantagioni di palma verrebbero sottoposti a condizioni che si possono definire di schiavitù. Per 40 real al giorno (circa 10 euro) sarebbero costretti a dormire all’aperto e si vedrebbero negato l’accesso all’acqua potabile, dovendo così bere direttamente quella dei fiumi. E spesso verrebbero impiegati lavoratori minorenni, tanto per aggravare il già drammatico quadro.
Dopo quanto emerso dal documentario tedesco, sono in molti ad aver mostrato preoccupazione per le condizioni di schiavitù dei lavoratori brasiliani. Anche il ramo tedesco di Amnesty International è intervenuto sulla questione, ricordando ad Haribo che sono le aziende a dover controllare che nell’intera filiera di produzione si rispettino i diritti umani.
Un’altra accusa piovuta sull’azienda tedesca riguarda lo sfruttamento degli animali. In “The Haribo Check” si parla anche delle condizioni terribili in cui vivono i maiali, dalle cui parti povere si estrae la gelatina. Pare che alcuni fornitori esterni costringerebbero i suini a vivere in condizioni terrificanti.
L’azienda tedesca, da sua parte, ha dichiarato di essere all’oscuro di eventuali violazioni dei diritti umani e degli standard sociali ed etici. Inoltre ha annunciato di voler aprire un’inchiesta per effettuare ulteriori verifiche e fare luce sulla vicenda.
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