La frattura alla tibia rientra tra le lesioni comuni a carico degli arti inferiori. Ecco come riconoscerla, come agire e quali sono le cure e i tempi di recupero.

Subire la frattura della tibia non è mai piacevole ed è sicuramente doloroso. A fare la differenza è ovviamente il trauma che porta alla tibia rotta e l’entità del problema.
Si tratta infatti di una lesione che può essere estremamente invalidante e che può impedire lo svolgimento delle normali attività giornaliere. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere a riguardo.

Tipi di fratture e modalità di cura

La frattura o rottura della tibia dipende solitamente da diversi fattori. Tra questi ci sono le cadute, gli incidenti stradali, gli infortuni sportivi, gli incidenti domestici e quelli sul lavoro.

frattura tibia
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In base al punto esatto in cui avviene l’urto e al tipo di incidente ci si può trovare davanti ad una microfrattura della tibia, ad un frattura esposta della tibia o a fratture scomposte di tibia e sperone.
In tutti i casi, i sintomi più comuni sono il dolore intenso ed immediato, la difficoltà (o impossibilità) nel camminare e possibili gonfiori nella zona in cui è avvenuto il trauma.

Frattura di tibia e perone: tempi di guarigione

In genere, dopo una frattura di questo tipo, la prima cosa da fare è recarsi dal medico che valuterà gli esami da fare optando tra radiografia, tac o risonanza magnetica.
Una volta compresa l’entità del problema, il dottore procederà con lo stabilire un piano d’azione che potrà essere di tipo chirurgico o conservativo. Cosa che, ovviamente, varia in base alla situazione.

In genere se si opta per quello conservativo, l’arto viene immobilizzato per un periodo di tempo variabile e necessario a far riconsolidare la parte. In alcuni casi può essere utile la riabilitazione per frattura alla tibia o in altri punti. In questo modo il recupero sarà più rapido e meno doloroso.
Detto ciò, quando si parla di frattura della tibia, i tempi di recupero sono sempre relativi. Possono però volerci anche diversi mesi che possono andare da circa quattro a sei o anche di più. E tutto prima di tornare a muoversi e a vivere normalmente.

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ultimo aggiornamento: 04-03-2022


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