Cos’è uno stato di emergenza sanitaria pubblica in Italia e a livello globale: cosa significa e quali sono le differenze.

Il 5 maggio 2023 rimarrà una data storica per il mondo intero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti dichiarato finito lo stato di emergenza sanitaria pubblica a livello globale per la pandemia da Covid-19, di fatto permettendo a molti paesi di ritornare alla “normalità” pre-Covid. Una notizia splendida, arrivata a oltre tre anni dall’inizio di un vero incubo. Ma cosa si intende per stato di emergenza in Italia e a livello mondiale? Quali sono le differenze? Scopriamo insieme tutto quello che bisogna sapere.

Stato di emergenza sanitaria: cosa significa in Italia

Lo stato di emergenza sanitaria è una situazione in cui un’epidemia o una malattia infettiva costituisce una minaccia grave e immediata per la salute pubblica. In Italia, lo stato di emergenza sanitaria è stato dichiarato a seguito della diffusione del virus COVID-19 nel marzo 2020 e successivamente è stato prorogato più volte.

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In questo stato di emergenza, vengono adottate misure straordinarie per prevenire e contenere la diffusione della malattia, come ad esempio la chiusura di scuole e imprese non essenziali, il divieto di assembramenti pubblici, l’obbligo di indossare mascherine e il distanziamento sociale. Il governo ha inoltre poteri speciali per prendere decisioni e attuare politiche che mirano a proteggere la salute pubblica.

Stato di emergenza sanitaria globale e territoriale

Uno stato di emergenza sanitaria per l’Organizzazione Mondiale della Sanità è una situazione straordinaria in cui una patologia inaspettata o esistente rappresenta un rischio grave per la salute pubblica a livello internazionale e richiede una risposta coordinata a livello globale. La dichiarazione di uno stato di emergenza sanitaria internazionale da parte dell’Oms è un avviso di massima importanza per tutti gli Stati membri e consente all’Organizzazione di coordinare gli sforzi a livello globale per prevenire e contenere la diffusione di malattie trasmissibili. Questa dichiarazione conferisce all’Oms poteri aggiuntivi per coordinare e supportare gli sforzi dei governi nel contenere la diffusione della malattia.

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Un’ emergenza sanitaria territoriale, invece, si verifica quando una situazione sanitaria grave e improvvisa ha luogo in un’area geografica specifica, come una città, una regione o un paese, e richiede una risposta coordinata per prevenire la diffusione della malattia e proteggere la salute pubblica. A volte può essere limitata ad un singolo evento, come la diffusione di un virus come quello dell’Ebola o un incidente industriale che produce sostanze chimiche pericolose. In altri casi, può svilupparsi gradualmente, come accaduto con la crisi di COVID-19 che ha portato alla dichiarazione di un’emergenza sanitaria territoriale in tutto il mondo. Quando viene dichiarata un’emergenza sanitaria territoriale, vengono messe in atto misure straordinarie per gestire la situazione, come la chiusura delle scuole e delle imprese non essenziali, la promozione delle pratiche di igiene personale e la quarantena di persone esposte alla malattia.

Cosa succede alla fine dello stato di emergenza dell’Oms

Alla fine di uno stato di emergenza sanitaria a livello globale, la situazione viene valutata attentamente per determinare se i fattori che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza sono stati risolti. Se l’Organizzazione Mondiale determina che la minaccia per la salute pubblica globale è stata mitigata, lo stato di emergenza può essere revocato.

Inoltre, l’Oms può fornire raccomandazioni per aiutare i paesi a recuperare dalla crisi sanitaria e collaborare con loro per implementare strategie di prevenzione future e di risposta ai disastri. Tuttavia, se la minaccia persiste, può anche continuare a monitorare attentamente la situazione e mantenere lo stato di emergenza in atto.

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ultimo aggiornamento: 10-05-2023

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