Benessere

Crescita neonatale: 4 consigli per guidare le mamma in questo percorso

Il neonato a termine pesa alla nascita tra 2500 e 4000 g con piccole differenze tra maschi e femmine.

Nei primi giorni dopo la nascita, in ragione della naturale minor assunzione di cibo, è previsto un contenuto calo di peso: a questo fenomeno si dà il nome di calo fisiologico, a patto che la perdita sia pari a meno del 10% del peso totale. Il recupero del peso registrato alla nascita è assai rapido e avviene generalmente nei primi dieci giorni di vita del bambino.

È indubbio che nei primi mesi la crescita neonatale auspicabile sia di circa 125-150 g settimanali: tale incremento rappresenta un buon indice sia dello stato di salute del piccolo che della presenza di sufficiente latte materno, nei casi in cui sia stato avviato l’allattamento al seno. 

La crescita neonatale ha pertanto una notevole importanza per stabilire la salute della coppia madre-bambino. È buona norma controllarne l’incremento con periodiche pesate, cercando di acquisire le misurazioni sempre nelle stesse condizioni: il neonato deve essere pesato completamente nudo e nei minuti che precedono la poppata, al fine di evitare che la quantità di cibo assunta interferisca col dato raccolto.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/bign%C3%A9-bambino-cibo-cioccolato-2940558/

I Pediatri raccomandano di pesare il neonato una volta la settimana: una crescita neonatale di 125-150 g settimanali è rassicurante mentre crescite inferiori richiedono una consultazione col proprio pediatra di fiducia. Invece non è infrequente, nei primi mesi, una crescita superiore ai 150 g, dato che non deve per nulla allarmare.

Le tabelle dei percentili

Dopo il primo mese, si può verificare la corretta crescita neonatale mediante l’utilizzo delle tabelle dei percentili, oggi facilmente reperibili sul web ed in varie app. Tali tabelle, di facile interpretazione, permettono di controllare l’adeguato aumento, non solo del peso ma anche della lunghezza e della circonferenza cranica di ogni piccolo paziente.

Nonostante la facilità di utilizzo di questi strumenti statistici, è sempre meglio rivolgersi al proprio pediatra per avere una corretta interpretazione delle misure raccolte. Esse consentono di stabilire se il bimbo sta crescendo regolarmente o, al contrario, se vi è una crescita rallentata connessa a problemi nutrizionali o di salute. Tuttavia, prima di correre ai ripari, ricordiamoci che anche il peso e l’altezza di mamma e papà rappresentano un parametro da tenere in considerazione prima di formulare un giudizio su un apparente ritardo o accelerazione della crescita neonatale del lattante. 

Strategia nutrizionale

Un altro importante aspetto da considerare, oltre a quello quantitativo, è quello qualitativo che consente ai nostri bimbi non solo di svilupparsi ma anche di farlo bene. Una corretta crescita neonatale prevede che l’organismo del lattante abbia a disposizione tutti gli elementi necessari al fine di migliorare le sue performance, in particolare intellettive, e di prevenire alcune malattie che potrebbero predisporli a patologie dell’età adulta.

La migliore strategia nutrizionale nel neonato e nel piccolo lattante è rappresentata dal latte materno che, come dimostrato da prove chiare, certe e non più discutibili, permette di soddisfare i presupposti di buona crescita sia in termini di peso che di qualità della massa corporea.

Il latte materno previene obesità, diabete, ipertensione arteriosa, aumenta le difese immunitarie e riduce il rischio di patologie di natura allergica. Tuttavia, non tutte le mamme riescono ad allattare tanto da soddisfare completamente le esigenze del proprio piccolo o magari non riescono a soddisfarle per tutto il tempo necessario, che secondo alcuni pediatri dovrebbe protrarsi fino ad oltre il primo anno di vita.

Detto ciò vorrei dare qualche consiglio utile che può guidare le mamma in questo percorso:

Attenzione all’apporto di proteine: il latte materno ha un basso apporto proteico perciò nel caso in cui fosse necessario utilizzare un latte artificiale la scelta deve ricadere su una formula a basso contenuto proteico. Un elevato apporto di proteine nelle prime epoche di vita predispone a obesità e diabete, a loro volta concausa di ulteriori malattie cardiovascolari. Quindi, sebbene i latti formulati derivino per lo più da latte bovino, particolare attenzione va posta al fatto che il latte vaccino non modificato ha un elevatissimo contenuto di proteine ed è assolutamente controindicato nell’alimentazione del neonato e del lattante nei primi anni di vita. Il latte vaccino è il vero nemico dell’alimentazione del neonato.

Attenzione all’apporto di sale: un eccesso di sale predispone alla ipertensione arteriosa. Fornire un apporto adeguato di acidi grassi a lunga catena: è stata ormai acclarata l’importanza del DHA (acido docoesaenoico) nello sviluppo del sistema cerebrale e della retina e tale sostanza deve essere presente nella formula scelta.

Fornire un adeguato apporto di vitamina D per i primi due anni di vita, pratica indispensabile anche per i neonati alimentati al seno.

E’ estremamente importante che la crescita del neonato e del lattante venga attentamente valutata e monitorata: una buona e sana crescita neonatale è uno straordinario strumento per la prevenzione di malattie tipiche dell’età adulta. 

Nel caso occorra un ulteriore consulto potete rivolgervi al Dottor Paolo Tagliabue, primario del reparto di Neonatologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, che presenta una trentennale esperienza nell’accompagnare i genitori attraverso il delicato percorso di crescita del proprio bambino.

Team Redazione

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