Benessere

Che cos’è la sindrome di Asperger: sintomi, come si manifesta e diagnosi

La sindrome di Asperger è un disturbo dello spettro autistico: scopriamo quali sono le cause e i sintomi ai quali prestare attenzione.

Negli scorsi decenni i medici hanno avuto modo di studiare in maniera più approfondita l’autismo e i vari disturbi che rientrano nel suo spettro, tra cui proprio la sindrome di Asperger. Questa è un disturbo caratterizzato in particolare dalle ridotte capacità comunicative e di socializzazione. Fa parte dei disturbi autistici, ma è diverso per molti aspetti. Ecco cosa c’è da sapere in merito, dalle differenze interne, i sintomi, come si manifesta e qual è la diagnosi.

Autismo e sindrome di Asperger: simili e diversi

Si tratta di un grave disturbo pervasivo dello sviluppo, che si può manifestare già nei primi anni di vita. Al contrario dell’autismo, questa condizione non comporta ritardo cognitivo o del linguaggio. Per questo a volte viene definita anche come autismo ad alto funzionamento.

Con il termine “sindrome” si intende una serie di sintomi che caratterizzano un determinato quadro clinico. L’Asperger si manifesta infatti mediante un insieme di segni che inficiano l’interazione sociale dell’individuo che ne è affetto. Le cause di questa condizione non sono ancora note, ma la maggior parte degli scienziati ritiene che vi sia alla sua base un’interazione di fattori genetici e ambientali.

Sindrome di Asperger

Ci sono diverse analogie tra autismo e Asperger: oltre a quelle già citate ci sono comportamenti ripetitivi, deficit di attenzione, iperattività, interessi che non spaziano in molti ambiti, anzi sono limitati a pochi.

Diagnosi della sindrome di Asperger e cure

Diagnosticare l’Asperger non è molto facile, dal momento che la compromissione delle funzioni del paziente può attestarsi a vari livelli. Inoltre non è sempre immediato distinguere la sindrome di Asperger dall’autismo e dagli altri disturbi dello spettro. Anche i sintomi di questa condizione non sono semplici da riconoscere, soprattutto in età pediatrica. Eppure è importante giungere ad una diagnosi precoce, per migliorare la qualità della vita del paziente ed evitare ansia inutile.

Per quanto riguarda le cura di questa malattia, non ce ne sono di specifiche ma solo trattamenti di tipo sintomatico, che vanno avanti per molto tempo e non sono per nulla semplici.

Sindrome di Asperger: i sintomi e come si manifesta

Come abbiamo già accennato, coloro che soffrono di Asperger hanno una difficile interazione sociale. Ciò si manifesta con difficoltà nel costruirsi una rete di amicizie e nell’approcciarsi alle altre persone, mancanza di reciprocità emotiva (che consiste nel rispondere in maniera inadeguata all’espressione emozionale delle altre persone), compromissione nell’uso di comportamenti non verbali.

Ad esempio un bambino con la sindrome di Asperger può non cercare il contatto visivo con coloro che lo circondano, mostrarsi indifferente verso i sentimenti altrui o non riuscire ad approcciarsi nella maniera corretta verso gli altri bambini. A rendere ancora più difficile l’interazione sociale è il ristretto ambito di interessi e la ripetitività di alcune attività stereotipate.

Gli individui Asperger possono focalizzarsi in maniera molto intensa su alcuni specifici argomenti, disinteressandosi di tutto il resto. Inoltre sono spesso soggetti a rituali dei quali non possono fare a meno e a gestualità ripetitive (come ad esempio torcere le mani). Il linguaggio non risulta generalmente compromesso, ma manifesta alcune particolarità: è forbito e verboso, la comunicazione può essere pedante e l’intonazione piuttosto limitata. Inoltre i pazienti possono avere difficoltà nell’interpretare le sfumature del linguaggio e nel comprendere il linguaggio figurato.

Sindrome di Asperger

Le cause dell’Asperger

Le cause del morbo di Asperger sono ancora poco note e studiate, e non si hanno certezze in merito. Pare che alla base di tutto ci siano una mutazione genetica, ma ci sono anche altre teorie che si basano su alterazioni del funzionamento del cervello dal punto di vista anatomico-funzionale.

Giulia Sbaffi

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