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Sommario articolo
Che l’alimentazione abbia un impatto notevole sulla nostra salute non è più un segreto. Per tenerci in forma, siamo consapevoli dell’importanza di controllare quantità e qualità del cibo che portiamo a tavola: alimenti salutari e porzioni non troppo abbondanti sono alcune delle parole chiave per evitare molti disturbi legati alla dieta. Ma un altro fattore che tendiamo a sottovalutare è l’orario dei pasti. In che modo mangiare troppo tardi, soprattutto la sera, incide sulla nostra salute?
Con i ritmi della vita moderna, siamo spesso portati a cenare tardi, spesso dopo le 9 di sera. Al lavoro facciamo qualche ora di straordinario, poi magari ci concediamo un aperitivo con gli amici ed ecco che la cena slitta in avanti, ad orario indefinito. Questa abitudine può però essere nociva per la nostra salute.
Secondo gli esperti, la cena dovrebbe essere conclusa almeno 2 ore prima di andare a letto. In questo modo, il corpo riesce a completare la digestione e ad assimilare le sostanze nutritive, cosa che durante il sonno – momento in cui l’organismo si ricarica – è molto più difficile.
Una delle prime evidenze riguarda proprio il peso: cenare tardi fa ingrassare, perché il corpo non riesce a metabolizzare con efficienza i grassi e i carboidrati introdotti con il pasto. Sono diversi gli studi che hanno dimostrato una correlazione tra il consumo di una cena ad orario ritardato e l’aumento di peso.
Il problema risiede anche a livello ormonale: una ricerca ha evidenziato che mangiare presto la sera aiuta a sentirsi sazi più a lungo, grazie all’aumentato livello di leptina nell’organismo. Sentendo meno fame per un periodo di tempo maggiore, siamo portati a non consumare snack dopo cena e ad andare a letto più leggeri.
Ma mangiare troppo tardi la sera non ha conseguenze negative solo sulla forma fisica. Questo comportamento può dar vita ad altri importanti problemi di salute. Ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che cenare tardi aumenta il livello di zuccheri, di colesterolo e di trigliceridi nel sangue. Ciò comporta un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e di diabete.
Anche il cervello ne risente: consumare cibo durante la fase che dovrebbe essere adibita al riposo si riflette sulle capacità di apprendimento e sulla memoria. Inoltre la digestione ritardata può compromettere la qualità del sonno, dando origine a problemi di insonnia. Soprattutto se, dopo cena, ci si concede una tazzina di caffè.
L’ideale sarebbe evitare di cenare dopo le 20:00/20:30, in modo da avere tutto il tempo per digerire. Se per motivi vari ciò non è possibile, è comunque importante rispettare alcuni piccoli accorgimenti. Portate a tavola pasti leggeri ed equilibrati: scegliete un secondo piatto povero di grassi e utilizzate pochi condimenti.
Non dimenticate di abbinare un buon contorno, al quale può essere aggiunta una porzione di pane. Evitate la pasta, o quantomeno non utilizzate condimenti pesanti per insaporirla. E se siete abituati a prendere il caffè, scegliete almeno quello decaffeinato.
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