Marmellata di fragole
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Quanti ricorrono all’uso dei ‘vasetti’ fatti in casa dalla mamma o dalla nonna? Si pensa che siano innocui, persino migliori dei prodotti industriali, ma pochi sanno che possono essere rischiosi. Tutta colpa del botulino nelle conserve domestiche. Infatti, il Clostridium botulinum, meglio noto come batterio del botulino, è la causa principale della maggior parte e delle più disastrose intossicazioni alimentari.
Questo batterio, caratterizzato da ceppi distinti (A, B, C, D, E, F e G), produce la tossina botulinica responsabile del botulismo – quello presente in Europa è il Clostridium botulinum di tipo E. Scopriamo qualcosa in più sul botulino nelle conserve e come fare per riconoscerlo e evitarlo!
Il botulino può contaminare i cibi in scatola, come il tonno, e le conserve. Ciò avviene perché i processi di sterilizzazione casalinga, in particolar modo la bollitura, non sono efficaci per scongiurare il rischio di contaminazione.
Ecco perché la gran parte delle intossicazioni alimentari avviene a seguito di un pasto a base di conserve fatte in casa. Quelle acide, come la salsa di pomodoro e le conserve, dove si elimina l’acqua in favore dello zucchero e del sale, sono meno rischiose di quelle non acide, come verdure sottolio e tonno.
Per prevenire la formazione del botulismo, l’Istituto Superiore di Sanità offre alcuni consigli utili a base di conservanti naturali. Per preparare delle confetture sicure bisogna usare frutta e zucchero in pari quantità, mentre per i cibi in salamoia, nell’acqua bisogna aggiungere il 15% di sale. Per conservare le verdure, bisogna bollirle in una soluzione di acqua e aceto di vino, invasarle e coprirle completamente di olio, lasciando due centimetri tra la superficie e il tappo. In questo modo si sfavorirà l’anaerobiosi.
Il botulino è in grado di sopravvivere in assenza di ossigeno; per questo motivo si parla di microorganismo anaerobio. Sotto forma di spora è molto diffuso, dal tratto digerente degli animali alla polvere. Il botulismo si forma quando le spore trovano condizioni favorevoli per proliferare e passare allo stato vegetativo, detto sporulazione, che conduce alla produzione della tossina.
I medici riescono a riconoscere facilmente l’intossicazione da botulismo, perché presenta delle caratteristiche chiare. Queste sono: paralisi flaccida, che interessa tutto il corpo partendo dalla testa, e anche l’apparato respiratorio che, bloccandosi, può condurre alla morte; vista doppia; bocca e faringe secche; ptosi (ossia l’abbassamento delle palpebre superiori) e difficoltà a parlare. Nei casi più gravi anche vertigini, nausea e vomito.
Per curare il botulismo è necessario recarsi immediatamente in ospedale. La cura prevede la somministrazione di lassativi e un’antitossina, che serve a eliminare il botulismo dal circolo sanguigno.
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